Donald Trump è tornato a bussare alle porte della grande isola dei ghiacchi che appartiene al Regno di Danimarca e stavolta sembra fare sul serio. Dopo il blitz in Venezuela e l'arresto del presidente Nicolás Maduro, il tycoon, parlando all’Atlantic nel fine settimana, ha spiegato che gli Stati Uniti hanno "assolutamente bisogno della Groenlandia". Ai giornalisti sull’Air Force One ha detto che la Groenlandia è necessaria "per la sicurezza nazionale. È così strategica. In questo momento è coperta di navi russe e cinesi dappertutto". Poi ha provocato il governo danese in merito alle misure difensive assunte per rispondere alle minacce esterne: "Hanno aggiunto una slitta trainata da cani". Ma il clamoroso annuncio del tycoon non è un capriccio dell'ultima ora, quanto piuttosto un progetto di cui parla fin dal suo insediamento a gennaio 2025. Perchè la Groenlandia fa gola a Donald Trump La proposta del presidente americano ha riacceso il dibattito sulle risorse naturali e la geopolitica dell'isola. Nonostante le difficoltà climatiche e infrastrutturali, la Groenlandia attira l'attenzione di potenze globali come gli Stati Uniti, la Russia e la Cina, interessate al suo potenziale minerario e alla sua posizione strategica nell'Artico. Il grande gioco dell'Artico: l'isola dei ghiacci è geograficamente “americana” ma storicamente “europea” Nuuk, capitale della Groenlandia, è al centro delle tensioni geopolitiche legate alla crescente attenzione internazionale verso l’isola, sospesa tra la sua storia coloniale danese e le aspirazioni indipendentiste degli Inuit. La Groenlandia ha ottenuto un ampio grado di autogoverno, ma la sua indipendenza è ancora lontana, e all'interno c'è chi auspica un futuro legato agli Stati Uniti, mentre altri resistono fermamente a questa prospettiva. Quanto costerebbe al governo federale americano controllare il territorio della Groenlandia La Casa Bianca ha analizzato i costi e i benefici di un'eventuale controllo della Groenlandia, desiderata dal presidente Trump. I funzionari dell'attuale amministrazione americana hanno preso provvedimenti per determinare dettagliatamente ogni aspetto finanziario della manovra affinchè l'isola diventi un territorio degli Stati Uniti, compreso anche il costo della fornitura di servizi governativi per i suoi 58mila abitanti. Il documento dell'intelligence danese che vede l'America come un rischio Sul tema, anche la Danimarca ha acceso un faro. Il report annuale dell'Intelligence danese pubblicato a dicembre 2025 identifica per la prima volta gli Stati Uniti come una minaccia alla sicurezza del paese, accusando Washington di perseguire i propri interessi a discapito degli alleati, anche con l'uso della forza. La Danimarca ha risposto alle dichiarazioni degli ultimi mesi del presidente americano creando una task force che monitora attentamente le mosse statunitensi, segnalando un deterioramento del tradizionale rapporto di alleanza tra i due paesi.
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