Lui è l’eminenza grigia di Donald Trump, anzi l’eminenza grigio chiaro, come il colore degli abiti che preferisce e che lo differenziano dal blu scuro d’ordinanza del resto del team. Lei è un’attivista della destra Maga più radicale, ma anche un’ammiratrice di Elon Musk, non sempre vista di buon occhio alla Casa Bianca. Entrambi sono cresciuti all’ombra di Steve Bannon, si sono fatti le ossa nella prima Amministrazione Trump e ora sono la coppia più discussa e forse più potente di Washington, destinata ad avere un ruolo ancora maggiore in questo 2026. Lui è Stephen Miller, 40 anni, formalmente è il vice della chief of staff Susie Wiles alla Casa Bianca, ma ha un peso politico assai maggiore del titolo che porta. E’ l’architetto della linea dura trumpiana sull’immigrazione e sulle battaglie contro le università ritenute “woke”, ma sembra destinato ad allargare il proprio portafoglio alla politica estera. Potrebbe toccargli un ruolo decisivo nella gestione del dossier Venezuela, insieme (o in concorrenza) con il segretario di stato e Consigliere per la sicurezza nazionale Marco Rubio. Lei è Katie Waldman Miller, 34 anni, sua moglie, e in questi giorni dopo il blitz a Caracas si è fatta notare in tutto il mondo per un post su X che mostrava la Groenlandia coperta dai colori della bandiera a stelle e strisce, ipotizzando che sia il prossimo bersaglio di Trump (il presidente l’ha tutt’altro che smentita). I Miller hanno iniziato l’anno sotto i riflettori. Lui è apparso sempre al fianco di Trump, Rubio e dei vertici del Pentagono e della Cia a Mar-a-Lago a gestire l’operazione per la cattura di Nicolas Maduro. La presenza costante di Stephen Miller in tutte le fasi del blitz venezuelano – e prima ancora al tavolo di discussione sull’Ucraina – ha cominciato a far ipotizzare che Trump gli voglia affidare nuovi compiti. Finora è stato l’uomo-chiave delle operazioni di politica interna, soprattutto quelle legate all’immigrazione, al dispiegamento della Guardia nazionale nelle grandi città e alle dispute giudiziarie. Nel primo anno del Trump 2, Miller si è mosso come una specie di coordinatore e controllore delle attività del ministero della Giustizia, dell’Fbi e del Congresso. Secondo il Washington Post, potrebbe adesso allargare il raggio d’azione ai vari fronti che si aprono per dar seguito alle minacce lanciate da Trump contro Cuba, Messico, Colombia e anche contro la Danimarca per il controllo della Groenlandia. Rubio ha già intascato la nomina informale da parte dei media a “viceré dell’America latina”, ma i molteplici ruoli che già riveste cominciano a far girare la voce che sia un po’ troppo potente per i gusti di Trump. Tanto più che il segretario di stato è apparso non del tutto in sintonia con il presidente nel parlare del futuro del Venezuela: Trump ripete che gli Stati Uniti “governeranno” il paese, mentre Rubio descrive un ruolo americano molto più sfumato. Stephen Miller è un personaggio assai più gradito di Rubio alla base Maga e potrebbe toccare a lui “vendere” agli attivisti del movimento il nuovo interventismo muscolare e imperialista di Trump, che da più parti viene visto come una contraddizione di tutta la dottrina America first. E in questo per la Casa Bianca può essere preziosa Katie Miller, con la sua esperienza di comunicatrice e podcaster. In questi giorni il suo profilo su X è stato una specie di racconto continuo ed entusiasta di ciò che avveniva a Mar-a-Lago. Katie e Stephen si sono conosciuti nella Casa Bianca della prima presidenza Trump, dove lei faceva la portavoce del vicepresidente Mike Pence e lui era già uno dei consiglieri chiave di The Donald. Nel 2020 si sono sposati di fronte al presidente nell’allora Trump Hotel di Washington, poi fallito e diventato un Waldorf Astoria. A unirli è anche la comune fede ebraica, che sui social li ha fatti diventare vittime di attacchi antisemiti e non li rende simpatici alla crescente ala dura antisraeliana della destra trumpiana, quella di Tucker Carlson, Candace Owens e Nick Fuentes. L’anno scorso i Miller sono stati per qualche tempo molto chiacchierati perché Katie aveva un ruolo di primo piano nel Doge, il fantomatico ministero “dell’efficienza governativa” di Elon Musk e quando il ceo di Tesla ha rotto con Trump, uno dei principali bersagli della sua ira era stato proprio Stephen Miller. In quel contesto, alla Casa Bianca non era piaciuta la scelta di Katie di lasciare il Doge per andare a lavorare a X con Musk. E’ durata poco, la Miller ben presto è tornata a dedicarsi al suo show su YouTube. E ora che anche Musk è tornato a frequentare Mar-a-Lago, i Miller sono di nuovo la coppia più influente di Washington dai tempi in cui a dominare i salotti erano Jared Kushner e la moglie Ivanka Trump.
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