Contro il vittimismo di Putin: così agisce la propaganda del Cremlino

18/03/2023 10:13 Il Foglio

Pubblichiamo l’intervento dello storico Timothy Snyder, professore di Yale, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 14 marzo 2023, per una sessione convocata dalla Federazione russa sul tema della “russofobia”.     Signore e signori, mi presento a voi come storico dell’Europa orientale e, in particolare, come storico delle uccisioni di massa e delle atrocità politiche. Sono lieto di essere stato invitato qui a informarvi sull’uso del termine “russofobia” da parte di molti esponenti delle istituzioni russe. Credo che questa discussione possa chiarire qualcosa sul carattere della guerra di aggressione della Russia in Ucraina e sull’occupazione illegale del territorio ucraino da parte della Russia. Parlerò brevemente e mi limiterò a due punti.   Primo: i danni ai russi e alla cultura russa sono principalmente il risultato delle politiche della Federazione russa. Se ci preoccupiamo per i danni ai russi e alla cultura russa, allora dovremmo preoccuparci delle politiche dello stato russo. Secondo: il termine “russofobia”, di cui stiamo discutendo oggi, è stato sfruttato durante questa guerra come una forma di propaganda imperiale in cui l’aggressore sostiene di essere la vittima. In quest’ultimo anno è servito a giustificare i crimini di guerra russi in Ucraina. Permettetemi di iniziare dal primo punto. La premessa, quando discutiamo di “russofobia”, è che siamo preoccupati per i danni ai russi. È una premessa che certamente condivido. Condivido la preoccupazione per i russi. Condivido la preoccupazione per la cultura russa. Ricordiamo quindi le azioni che nell’ultimo anno hanno causato i maggiori danni ai russi e alla cultura russa. Ne citerò dieci.   1. Costringere i russi più creativi e produttivi a emigrare. L’invasione russa dell’Ucraina ha costretto circa 750 mila russi a lasciare la Russia, tra cui alcune delle persone più creative e produttive. Questo è un danno irreparabile per la cultura russa ed è il risultato della politica russa. 2. La distruzione del giornalismo russo indipendente, che impedisce ai russi di conoscere il mondo che li circonda. Anche questa è una politica russa e causa danni irreparabili alla cultura russa. 3. La censura e la repressione della libertà di parola in Russia. In Ucraina si può dire ciò che si vuole sia in russo che in ucraino. In Russia non si può. Se vi presentate in Russia con un cartello in cui dite “no alla guerra”, sarete arrestati e molto probabilmente imprigionati. Se vi presentate in Ucraina con un cartello in cui dite “no alla guerra”, indipendentemente dalla lingua in cui è scritto, non vi succederà nulla. La Russia è un paese con una sola lingua principale, dove si può dire poco. L’Ucraina è un paese con due lingue, dove si può dire quello che si vuole. Quando visito l’Ucraina, le persone mi riferiscono dei crimini di guerra russi usando entrambe le lingue, usando l’ucraino o il russo, come preferiscono. 4. L’attacco alla cultura russa attraverso la censura dei libri scolastici, l’indebolimento delle istituzioni culturali russe in patria e la distruzione dei musei e delle organizzazioni non governative dedicate alla storia russa. Tutte queste cose rientrano nelle politiche russe. 5. La perversione della memoria della Grande guerra patriottica combattendo una guerra di aggressione nel 2014 e nel 2022, privando così tutte le future generazioni di russi di tale eredità. Questa è la politica russa, che ha creato un grande danno alla cultura russa. 6. Il declassamento della cultura russa nel mondo e la fine di quello che una volta veniva chiamato “russkiy mir”, il mondo russo all’estero. Una volta c’erano molte persone che si sentivano amiche della Russia e della cultura russa in Ucraina. Questa situazione è stata interrotta da due invasioni russe. Quelle invasioni erano una politica dello stato russo. 7.  L’uccisione di massa della popolazione russofona in Ucraina. La guerra di aggressione russa in Ucraina ha ucciso più russofoni di qualsiasi altra azione. 8. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha portato alla morte in massa di cittadini russi che hanno combattuto come soldati nella sua guerra di aggressione. Circa 200 mila russi sono morti o mutilati. Questa è, ovviamente, politica russa. E’ sempre politica russa mandare giovani russi a morire in Ucraina. 9. I crimini di guerra, i traumi e i sensi di colpa. Questa guerra significa che una generazione di giovani russi, quelli che sopravviveranno, saranno coinvolti in crimini di guerra e saranno avvolti da traumi e sensi di colpa per il resto della loro vita. Questo è un grande danno per la cultura russa.  Tutti questi danni ai russi e alla cultura russa sono stati provocati dallo  governo russo stesso, soprattutto nel corso dell’ultimo anno. Quindi, se fossimo sinceramente preoccupati per i danni ai russi, queste sono alcune delle cose a cui dovremmo pensare. Ma forse la peggiore politica russa nei confronti dei russi è l’ultimo punto. 10. La continua formazione o educazione dei russi a credere che il genocidio sia normale. Lo vediamo nelle ripetute affermazioni del presidente russo Vladimir Putin secondo cui l’Ucraina non esiste. Lo vediamo nelle fantasie genocide dei media statali russi. Lo vediamo in un anno in cui la  televisione di stato che raggiunge milioni o decine di milioni di cittadini russi ogni giorno. Lo vediamo quando la televisione di stato russa presenta gli ucraini come maiali. Lo vediamo quando la televisione di stato russa presenta gli ucraini come parassiti. Lo vediamo quando la televisione di stato russa presenta gli ucraini come vermi. Lo vediamo quando la televisione di stato russa presenta gli ucraini come satanisti o demoni. Lo vediamo quando la televisione di stato russa proclama che i bambini ucraini dovrebbero essere annegati. Lo vediamo quando la televisione di stato russa proclama che le case ucraine dovrebbero essere bruciate con le persone all’interno. Lo vediamo quando le persone appaiono alla televisione di stato russa e dicono: “Non dovrebbero esistere affatto. Dovremmo giustiziarli con un plotone d’esecuzione”. Lo vediamo quando qualcuno appare alla televisione di stato russa e dice: “Uccideremo un milione, uccideremo 5 milioni, possiamo sterminarvi tutti”, intendendo tutti gli ucraini.   Ora, se fossimo sinceramente preoccupati per i danni ai russi, ci preoccuperemmo per ciò che la politica russa sta facendo ai russi. L’affermazione che gli ucraini sono “russofobi” è un ulteriore elemento dell’incitamento all’odio russo nella televisione di stato russa. Nei media russi, le altre affermazioni sugli ucraini sono mescolate con l’affermazione che gli ucraini sono russofobi. Così, ad esempio, nella dichiarazione alla televisione di stato russa in cui l’oratore proponeva di sterminare tutti gli ucraini, il suo ragionamento era che dovrebbero essere sterminati tutti perché manifestano “russofobia”. L’affermazione che gli ucraini devono essere uccisi perché hanno una malattia mentale nota come “russofobia” è negativa per i russi, perché li educa al genocidio. Ma, ovviamente, una simile affermazione è molto peggiore per gli ucraini.   Ho scattato una foto nel seminterrato della scuola di Yahidne, nella regione di Chernihiv, in Ucraina. A Yahidne, gli occupanti russi hanno tenuto l’intera popolazione del villaggio nel seminterrato della scuola. Alcune persone sono state giustiziate, altre sono morte per sfinimento. Sul muro c’era scritto “59 bambini”:  il numero di coloro che erano imprigionati in quello spazio molto piccolo. Al piano terra della scuola c’erano graffiti russi che ripetevano slogan di propaganda televisiva, ad esempio che gli ucraini sono “diavoli”. Questo mi porta al secondo punto. Il termine “russofobia” è una strategia retorica che conosciamo dalla storia dell’imperialismo.   Quando un impero attacca, questo sostiene di essere la vittima. La retorica secondo cui gli ucraini sono in qualche modo “russofobi” viene utilizzata dallo stato russo per giustificare una guerra di aggressione. Il linguaggio è molto importante. Ma è il contesto in cui viene usato che conta di più.  Questo è il contesto: l’invasione russa dell’Ucraina stessa, la distruzione di intere città ucraine, l’esecuzione di leader locali ucraini, la deportazione forzata di bambini ucraini, lo sfollamento di quasi metà della popolazione ucraina, la distruzione di centinaia di ospedali e migliaia di scuole, l’eliminazione deliberata delle forniture di acqua e elettricità durante l’inverno. Questo è lo scenario.  Questo è ciò che sta realmente accadendo. Il termine “russofobia” viene usato in questo contesto per avanzare l’idea che la potenza imperiale è la vittima, anche se la potenza imperiale, la Russia, sta conducendo una guerra di atrocità. Questo è un comportamento, dal punto di vista storico, tipico. Il potere imperiale disumanizza la vittima reale e sostiene di essere la vittima. Quando la vittima (in questo caso l’Ucraina) si oppone all’attacco, all’assassinio, alla colonizzazione, l’impero dice che il desiderio di essere lasciati in pace è irragionevole, una malattia. Si tratta di una “fobia”. L’affermazione che le vittime sono irrazionali, che sono “fobiche”, che hanno una “fobia”, ha lo scopo di distogliere l’attenzione dall’effettiva esperienza delle vittime nel mondo reale, che è un’esperienza, ovviamente, di aggressione, guerra e atrocità.   Il termine “russofobia” è una strategia imperiale volta a cambiare il centro della discussione, da una vera e propria guerra di aggressione ai sentimenti degli aggressori, sopprimendo così l’esistenza e l’esperienza delle persone più danneggiate.  L’imperialista dice: “Siamo gli unici qui. Siamo noi le vere vittime. E i nostri sentimenti feriti contano più delle vite degli altri”. Ora, i crimini di guerra della Russia in Ucraina possono essere e saranno valutati dalla legge ucraina, perché avvengono sul territorio ucraino, e dal diritto internazionale. A occhio nudo, possiamo vedere che c’è una guerra di aggressione, ci sono crimini contro l’umanità e c’è un genocidio. L’applicazione del termine “russofobia” in questo contesto, affermare che gli ucraini siano malati di mente piuttosto che un popolo che sta vivendo un’atrocità, è retorica coloniale. Fa parte di una pratica più ampia di incitamento all’odio. Ecco perché questa sessione è importante: ci aiuta a vedere l’incitamento all’odio genocida della Russia. L’idea che gli ucraini abbiano una malattia chiamata “russofobia” è usata per distruggerli, insieme alle argomentazioni secondo cui sarebbero vermi, parassiti, satanisti e così via.   Sostenere di essere la vittima quando in realtà si è l’aggressore non è una difesa. Anzi, è parte del crimine. I discorsi d’odio contro gli ucraini non fanno parte della difesa della Federazione russa o dei suoi cittadini. E’ un elemento dei crimini che i cittadini russi stanno commettendo sul territorio ucraino. In questo senso, convocando questa sessione, lo stato russo ha trovato un nuovo modo per confessare i crimini di guerra. Grazie per l’attenzione.   Di seguito il secondo intervento dello storico, in risposta a una richiesta dell’ambasciatore russo all’Onu Vassily Nebenzia sulle fonti del primo intervento.    Grazie, signor presidente. E’ stato un piacere essere qui con voi e tra diplomatici. L’ambasciatore russo ha ritenuto opportuno chiedermi le fonti, e sono molto felice di accontentarlo. Se siamo interessati alle fonti delle dichiarazioni di alti funzionari della Federazione russa, rimando Nebenzia al sito web del presidente della Federazione russa. Lì troverà i discorsi del presidente della Federazione russa che negano l’esistenza dell’Ucraina sulla base del fatto che l’Ucraina è stata inventata dai nazisti; negano l’esistenza dell’Ucraina sulla base del fatto che è stata inventata dai comunisti; e negano l’esistenza dell’Ucraina sulla base del fatto che un vichingo sia stato battezzato mille anni fa. Non commenterò qui la validità storica o la logica di questi argomenti.  Mi limiterò semplicemente a sottolineare che si tratta di una questione di pubblico dominio, che queste sono le dichiarazioni del presidente della Federazione russa. Allo stesso modo, Dmitri Medvedev, membro del Consiglio di sicurezza russo, sul suo canale telegram, offre ripetutamente il tipo di linguaggio genocida di cui si è discusso oggi.     Per quanto riguarda le fonti della televisione di stato russa, è molto semplice: stavo citando la televisione di stato russa. La televisione di stato russa è un organo dello stato russo. Come ha detto lo stesso presidente della Federazione russa, la televisione di stato russa rappresenta gli interessi nazionali russi. Le dichiarazioni rilasciate dalla televisione di stato russa e da altri media statali, quindi, sono significative, non solo come espressione della politica russa, ma anche come segno di una motivazione genocida per la popolazione russa. Questo è vero a tal punto che gli stessi presentatori della televisione russa hanno espresso ad alta voce la preoccupazione per la possibilità di essere perseguiti per crimini di guerra. Rimando quindi l’ambasciatore della Federazione russa  agli archivi video dei canali televisivi di stato russi. Per coloro che non conoscono il russo, rimando all’eccellente lavoro di Julia Davis, che ha raccolto un archivio di materiale video russo rilevante.   Se le fonti in questione riguardano le effettive atrocità russe in Ucraina, queste sono ben note e sono state abbondantemente documentate. La cosa più semplice da fare per lo stato russo sarebbe permettere ai giornalisti russi di riferire liberamente dall’Ucraina. Per tutti gli altri, la cosa più semplice da fare sarebbe visitare l’Ucraina, un paese che ha un presidente bilingue democraticamente eletto che rappresenta una minoranza nazionale, e chiedere alla popolazione ucraina informazioni sulla guerra sia in ucraino sia in russo. Gli ucraini parlano entrambe le lingue e possono rispondere in entrambe le lingue.   Vassily Nebenzia ha ritenuto opportuno attaccare le mie qualifiche. Prendo questo rimprovero da parte dello stato russo come un motivo di orgoglio, dal momento che si tratta di un elemento molto secondario in un più ampio attacco alla storia e alla cultura russa. Il mio lavoro è stato dedicato, tra l’altro, alla cronaca dell’assassinio di massa dei russi, anche durante l’assedio di Leningrado. Sono orgoglioso di aver imparato nel corso della mia carriera dagli storici dell’Ucraina, della Polonia, dell’Europa in generale e anche dagli storici della Russia. E’ un peccato che ai principali storici russi e ai principali studiosi russi non sia permesso di praticare liberamente le proprie discipline nel proprio paese. E’ un peccato che organizzazioni come Memorial, che hanno svolto un lavoro eroico nella storia russa, siano ora criminalizzate in Russia. E’ anche un peccato che le leggi sulla memoria in Russia impediscano la discussione aperta della storia russa. E’ un peccato che la parola “Ucraina” sia stata bandita dai libri di scuola russi. In quanto storico della Russia, attendo con ansia il giorno in cui si potrà discutere liberamente dell’affascinante storia russa.     A proposito di storia, l’ambasciatore russo all’Onu ha negato l’esistenza di una storia dell’Ucraina. Vorrei suggerirgli eccellenti studi di storici che conoscono sia l’ucraino sia il russo, come il recente lavoro del mio collega Serhij Plokhij di Harvard. In generale, suggerisco al pubblico al mio corso aperto sulla storia ucraina a Yale, che spero possa illustrare il significato della storia ucraina in modo più eloquente di quanto possa fare io qui.   Più in generale, vorrei ringraziare l’ambasciatore della Federazione russa per avermi aiutato a esprimere il punto che stavo cercando di chiarire nel mio intervento. Quello che ho cercato di dire è che non spetta all’ ambascdi un paese più grande dire che il paese più piccolo non ha storia. Quello che il rappresentante russo ci ha appena detto è che ogni volta che gli ucraini, nel passato o nel presente, affermano di esistere come società, questa è “ideologia” o “russofobia”. Il rappresentante russo ci ha aiutato esemplificando il comportamento che ho cercato di descrivere. Come ho appena cercato di dire, liquidare la storia altrui, o definirla una malattia, è un atteggiamento coloniale con implicazioni genocide. Un impero non ha il diritto di dire che un paese vicino non ha storia.  L’affermazione che un paese non abbia un passato è un discorso di odio genocida. Questa sessione è stata utile per aiutarci a fare un collegamento tra le parole e i fatti russi. Grazie.

Continua a leggere su "Il Foglio"
Altre notizie da "Il Foglio"
ULTIMA ORA
22/01 20:40 - Zelensky: 'Accordo con Trump sulle garanzie di sicurezza'. Domani trilaterale con Russia-Usa 22/01 19:55 - Trump firma lo statuto del Board per Gaza: 'Tutti vogliono partecipare'. Ma anche Londra dice no 22/01 19:32 - Zelensky europeissimo smonta le illusioni sul vecchio mondo e grida: “L’Europa unita è invincibile” 22/01 19:19 - Dopo la Groenlandia l'Ucraina: i 20 punti con cui Trump può sbloccare tutto 22/01 19:09 - Davos, Zelensky vede Trump: “Domani primo trilaterale Ucraina-Russia-Usa”. E attacca l’Ue divisa 22/01 18:33 - Guerra Ucraina - Russia, le news. Macron: “Abbiamo abbordato tanker russo nel Mediterraneo, violazioni intollerabili” 22/01 18:18 - Trump chiede 5 miliardi di dollari di danni a JpMorgan. E fa (di nuovo) causa al New York Times per i sondaggi 22/01 17:21 - Quando Warhol era un designer di moda 22/01 16:56 - La Nato militare in Groenlandia tra prudenza e deterrenza. Le parole di Cavo Dragone 22/01 16:16 - Davos, Mosca, Emirati. Il nuovo triangolo dei negoziati sull’Ucraina 22/01 14:55 - Zelensky vede Trump, poi striglia l’Europa: «Ancora divisa e persa: sembra il giorno della marmotta. Sugli asset russi ha vinto Putin» 22/01 14:53 - Zelensky incontra Trump e annuncia il primo trilaterale con Mosca. Critiche all’Europa: “Non ha volontà politica verso Putin” 22/01 14:11 - Ryan Coogler, la pantera nera che fa paura a Hollywood 22/01 13:58 - L'Europa unita è invincibile. Il discorso di Volodymyr Zelensky a Davos 22/01 13:44 - Con le terre rare australiane continua la sfida Usa alla Cina 22/01 11:46 - Iskander “1000” e Zircon ipersonico colpiscono l'Ucraina 22/01 11:27 - 1500 Marines in azione: cosa c'è dietro Iron Fist 26 nel Pacifico 22/01 11:25 - Il fattore Trump visto dall’Europa. L’intervista di Flavia Giacobbe per Associated Press 22/01 11:21 - Zelensky arrivato a Davos, l'incontro con Trump alle 13 22/01 11:20 - La marina polacca esce dall’ombra. Cosa prevede il piano di riarmo navale di Varsavia 22/01 11:08 - A Davos nasce il Board of Peace di Trump: “Tutti vogliono farne parte”. E suo genero Kushner mostra la mappa della “nuova Gaza” 22/01 11:07 - Un articolo russo celebra la ‘conquista’ della Groenlandia: la convergenza Putin/Trump è profonda 22/01 10:53 - Londra: 'Non parteciperemo alla firma per il Board per Gaza' 22/01 10:50 - Board of Peace, Trump a Davos: "Giornata emozionante, tutti vogliono partecipare" 22/01 10:33 - “La Cina costruisce ponti? Lì non hanno sindacati, Tar e Corte dei Conti. Fanno e buonanotte”: il ministro Salvini elogia Pechino 22/01 10:21 - La falsa storia del Nabu e il piano di corruzione per l’acquisto dei caccia francesi Rafale 22/01 09:45 - La turbolenza del mercato giapponese ha un vincitore inaspettato: Warren Buffett 22/01 09:36 - Groenlandia, le ipotesi dell’accordo con Trump (che la Danimarca respinge): dal “modello Cipro” alla sovranità 22/01 09:21 - Ucraina, Trump vede Zelensky a Davos. Witkoff da Putin: "Solo un punto da risolvere" 22/01 09:18 - Witkoff: 'I colloqui tra Ucraina-Russia ridotti a una sola questione'. Zelensky in viaggio per Davos 22/01 09:00 - Da Putin a Netanyahu fino a Erdoğan: chi ci sarà (e chi no) al Board of Peace di Trump 22/01 09:00 - La guerra oligarchica a favore delle correnti 22/01 08:51 - Zelensky: «C’è accordo su garanzie di sicurezza». Domani trilaterale Ucraina-Russia-Usa 22/01 07:46 - Travaglio a La7: “Trump ci sta sbattendo in faccia quello che gli Usa fanno da 20 anni”. Frecciata a Macron 22/01 07:38 - "Garanzie di sicurezza". Poi attacca la Ue 22/01 07:06 - Cuba è in “stato di guerra”: le minacce Usa preoccupano l’Avana, in crisi senza il petrolio venezuelano 22/01 07:04 - Scontro su Warner Bros ma chi vince è JpMorgan 22/01 06:26 - Ora anche il Canada simula la guerra contro gli Usa 22/01 05:06 - Gli incontri fra Davos e Mosca e le minacce che piacciono a Putin 22/01 04:34 - “Cibo sionista”: in Europa stanno chiudendo i ristoranti ebraici e israeliani 22/01 04:13 - Effetto Trump: il Canada si prepara alla guerra con gli Stati Uniti 22/01 04:00 - Il board of peace per Gaza avanti a ostacoli. Oggi le (poche) firme, invitato anche il Papa 22/01 04:00 - A Davos faccia a faccia Trump-Zelensky. Il pasticcio dell'annuncio e della smentita 22/01 00:49 - Australian Open, Medvedev non rinuncia a nazionalità russa: "Non ci ho mai pensato" 22/01 00:05 - Ucraina, doppio fronte nei negoziati: Trump oggi vede Zelensky, Witkoff da Putin a Mosca 22/01 00:00 - Da Erdogan a Netanyahu nel consiglio del tycoon. Il mistero del sì di Putin 22/01 00:00 - Groenlandia, l’ironia del Cremlino sulla lite atlantica 22/01 00:00 - Grande fuga da Kiev: via in 600mila per gelo e blackout 21/01 23:07 - Gli Usa e noi, quella miscela di declino e sudditanza 21/01 23:03 - Lo sguardo sulle lotte locali per ribaltare l’Onu di Trump 21/01 23:02 - Trieste Film Festival, sguardi dall’epicentro della guerra 21/01 23:01 - Consob, la guerra dei veti su Freni e il risiko delle nomine sulle authority 21/01 23:01 - Decreto Ucraina: il termine «militari» tolto dal titolo 21/01 23:00 - Ucraina: Zelensky in Svizzera per vedere The Donald, mentre Witkoff sarà a Mosca per Putin 21/01 23:00 - Papa Leone XIV “può azzoppare Trump, così i suoi richiami sfidano la Casa Bianca” 21/01 22:39 - Trump: "Putin ha accettato il mio invito nel Board of Peace per Gaza" 21/01 22:11 - Trump e lo spoiler su Putin: "Entra nel Board per la pace" 21/01 21:27 - Meloni: 'L'Italia non entra nel Board per Gaza, problemi costituzionali' 21/01 20:54 - Alta tensione Lega-Fi dopo lo stop a Freni alla Consob 21/01 20:48 - Board of Peace, Trump: «Putin ha accettato il mio invito». Meloni: «La presenza della Russia? Niente di strano o di nuovo» 21/01 20:41 - Macchinisti spagnoli sul piede di guerra, tre giorni di sciopero 21/01 20:16 - Davos, Trump: 'Danimarca ingrata', e chiede negoziati immediati per l'acquisizione della Groenlandia 21/01 19:20 - Meloni: "Ho detto a Trump che i dazi erano un errore" 21/01 17:27 - “Non cambio cittadinanza per la guerra in Ucraina”: così il russo Medvedev dopo le polemiche agli Australian Open 21/01 17:09 - Corona dopo la denuncia non ci sta: «Ormai è guerra, racconterò la verità» 21/01 16:59 - Il cardinale Parolin: 'Invitati al Board of Peace su Gaza, il Papa sta valutando'. Berlino non parteciperà 21/01 16:42 - Primo volo del "dronecottero" Proteus sviluppato da Leonardo per la Royal Navy 21/01 16:15 - Trump protagonista a Davos: il nuovo equilibrio globale tra Groenlandia, Ucraina, dazi e IA 21/01 15:54 - Mediaset denuncia Corona e chiede di vietargli l'uso dei social. Lui: 'Ormai è guerra' 21/01 15:53 - Portaerei, aerocisterne, missili. Gli Usa preparano la scacchiera per un attacco in Medio Oriente 21/01 15:38 - Davos, l’Ucraina smentisce Trump: “Zelensky è a Kiev” 21/01 15:11 - Dazi e guerra non fermano l’export italiano. Il bilancio del roadshow di Sace tra le imprese 21/01 15:02 - Mediaset denuncia Corona per diffamazione aggravata e minacce. L'ex paparazzo: "E' guerra, racconterò tutta la verità" 21/01 14:22 - Netanyahu accetta l'invito a entrare nel Board of Peace 21/01 14:19 - Trump a Davos: "Gli Stati Uniti chiedono solo un grande pezzo di ghiaccio strategico per la pace e la sicurezza nel mondo" 21/01 13:41 - Mosca senza greggio boccheggia, ma Kyiv cresce. La sentenza del Fmi 21/01 12:38 - Trump stringe la morsa sugli approvvigionamenti energetici dell’Europa 21/01 12:28 - Ucraina, domani a Mosca incontro Putin-Witkoff 21/01 10:33 - Ambra Angiolini ha un nuovo amore? L’attrice paparazzata all’evento di Emporio Armani con Pico Cibelli: chi è il nuovo compagno 21/01 09:59 - "Guerra popolare" dei Carc: asse con Albanese e pro Pal 21/01 09:51 - "Groenlandia, negoziati immediati. Ue irriconoscibile, se direte di no ce ne ricorderemo" 21/01 09:50 - Gli A-10 tornano a colpire in Siria: così i Warthog Usa danno la caccia ai resti dell’Isis 21/01 09:30 - Quattro futuri possibili per la Groenlandia e una crisi che parla all’Europa 21/01 09:11 - Grandi speranze, pochi risultati. La promessa mancata dell’Intelligenza Artificiale russa 21/01 09:05 - L'incubo delle navi da guerra: cosa sappiamo del nuovo missile SSM 21/01 08:50 - Gaza, il Papa e Putin invitati nel Board of Peace. Uccisi altri tre giornalisti nella Striscia 21/01 08:31 - Ucraina, Trump: «Se Zelensky e Putin non fanno la pace sono stupidi». Slitta piano da 800 miliardi per ricostruzione 21/01 07:56 - Mulè sul Board for Gaza: “Organismo con un animo guerrafondaio, Meloni deve sfilarsi” 21/01 07:53 - Gaza, Netanyahu accetta invito Trump nel Board of Peace 21/01 07:17 - Macron attacca: 'Basta bulli'. Trump dichiara guerra allo champagne 21/01 07:06 - Spotorno, la battaglia del sindaco per le spiagge libere: “Devono essere almeno il 40%”. Centrodestra e balneari di traverso 21/01 05:36 - I dubbi sull'"Onu di Donald": invitata anche la Cina 21/01 04:56 - Trump trasforma Davos in uno show per Putin con gli attacchi sulla Groenlandia e gli spintoni alla Nato 21/01 04:00 - "Sono l'unico potere rimasto a Gaza. Presto per la Fase 2" 21/01 04:00 - Zelensky e la paura dell'oblio mentre Mosca continua i raid. "In 600mila in fuga da Kiev" 21/01 03:38 - Trump da Sorbillo. Il "Pentagon Pizza Index" che anticipa le operazioni militari americane 21/01 02:44 - Si dimette il presidente Radev. Ora Mosca sogna sulle elezioni bulgare 21/01 00:06 - Guerra Ucraina - Russia, le news di oggi. Witkoff: “Incontro molto positvo con Dmitriev” 21/01 00:00 - Il movimento di Vannacci chiama Mosca: invito all’ambasciatore russo 21/01 00:00 - La guerra dello champagne: Trump moltiplica i dazi per vendicarsi di Macron