L'Eurocamera ha approvato con 399 voti a favore, 198 contrari e 71 astenuti la risoluzione annuale per il 2024 sull'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune europea. Sia la maggioranza sia l'opposizione si sono divise al loro interno sulla risoluzione: favorevoli al testo gli eurodeputati di Forza Italia e del Partito democratico con l'eccezione dei due eurodeputati indipendenti Cecilia Strada e Marco Tarquinio. Astenuta l'intera delegazione di Fratelli d'Italia. Contrari invece la Lega, il M5s e Avs. In particolare il Pd, che tre settimane fa si era spaccato sul voto al piano di riarmo Ue (con 11 astensioni e 10 voti a favore), questa volta ha votato compatto: la linea del partito di Elly Schlein è quella di dire no alla "corsa al riarmo dei singoli 27 stati" ma sì al alla relazione nel suo complesso, benché contenga anche un via libera al piano di riarmo. La delegazione dem al Parlamento europeo aveva annunciato già prima del voto che avrebbe votato a favore della relazione, distanziandosi però dal contenuto di alcuni emendamenti interni. "Nella fase emendativa, ribadiremo la nostra posizione di una richiesta di radicale cambiamento delle proposte di riarmo di Ursula Von der Leyen e voteremo contro gli emendamenti che ripropongono l'indirizzo", ha spiegato il capodelegazione Nicola Zingaretti. Gli emendamenti ai quali il Pd si è opposto sono la dichiarazione di aperto sostegno al piano di riarmo e la richiesta di aumento "urgente" delle spese militari dei paesi "ben oltre il 2 per cento" contenuta nel Libro Bianco sulla Difesa. I dem hanno votato invece a favore all’emendamento per condannare la decisione di alcuni stati di uscire dal trattato di Ottawa sul divieto di uso di mine antiuomo e bombe a grappolo. Pina Picierno, vicepresidente dell'Europarlamento, Giorgio Gori ed Elisabetta Gualmini (autosospesa per via delle indagini sul Qatargate) hanno votato a favore anche sugli emendamenti su riarmo e spese militari. Una chiusura totale arriva invece dai grillini, che scenderanno in piazza sabato 5 aprile a Roma contro la "catastrofe europea" del riarmo. "Il M5s ha votato con coerenza e orgoglio contro i due rapporti votati al Parlamento europeo sulla politica estera e di difesa: quest'ultimo, in particolare, è un inno alla guerra che chiede ai paesi membri di preparare le famiglie e i giovani con esercitazioni e iniziative che facciano partecipare la società civile a questo sforzo bellico", si legge in un comunicato della delegazione dei Cinque Stelle al Parlamento europeo. "Una follia dietro l'altra. Oggi il Parlamento europeo ha detto sì a un rapporto in cui hanno infilato un emendamento che dà letteralmente un bel 'Welcome' al Piano 'ReArm'", ha scritto sui suoi canali social il presidente dei Cinque stelle, Giuseppe Conte. "Non c'è ombra di difesa comune, solo un pericolosissimo riarmo dei singoli stati che fa brindare i tedeschi e piangere l'Italia".
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