Ipnotizzati dal serpente a sonagli tanti europei sono come Angela Merkel davanti al Bundestag il 10 dicembre 2020 quando l’allora Cancelliera ricordò, mentre fuori dall’aula imperversava la pandemia, che è “grazie all’Illuminismo che l’Europa è quella che è oggi. Grazie alla convinzione che vi sono conoscenze scientifiche che sono reali e a cui è meglio attenersi”. Del resto, è per questo motivo che decise di studiare Fisica nell’ex Ddr. Angela Merkel era “abbastanza sicura che si potessero contestare molte cose, ma non la forza di gravità, né la velocità della luce o altri fatti”. La Storia si organizzerà per dichiararla ottimista. A dire il vero, non solo su questo. Questa concezione, diventata poi autopercezione europea, ha prodotto le categorie della modernità che fanno però fatica a inquadrare il divenire dell’ordine globale delle policrisi guidato, con fare quasi situazionistico, dal Cialtron in Chief che, mentre appoggia una mano sul nuclear football, riceve alla Casa Bianca Qaanonisti e Kid Rock vestito di rosa. La mente europea non ha le categorie per comprendere e non riesce nemmeno a intuire cosa stia succedendo. Così ogni sforzo è speso nella razionalizzazione del cialtrone. Non è forse un caso se un capolavoro come “Chaltron Hescon” di Tommaso Labranca, pubblicato da Einaudi nell’ormai lontano 1998, sia stato ormai lasciato nel dimenticatoio dell’intellettuale collettivo. Siamo davanti a uno stato di cose come quello che visse il povero Pier Luigi Bersani il 27 marzo 2013 quando venne inchiodato alla seggiola per sorbirsi la diretta streaming perché pensava che trattare con i 5 stelle fosse come trattare con l’Udc di Pier Ferdinando Casini. Anche Bersani allora non aveva le categorie per comprendere quanto stesse accadendo. Provava a reagire utilizzando i suoi vecchi schemi sempre rassicuranti. Ma non c’è nulla di rassicurante tra i tanti figuri che volteggiano tra le stanze dei bottoni a Washington (e in tante altre parti del mondo). Del resto, sono anni che Francesco ci avvisa: “Quella che stiamo vivendo non è semplicemente un’epoca di cambiamenti, ma è un cambiamento d’epoca. Siamo, dunque, in uno di quei momenti nei quali i cambiamenti non sono più lineari, bensì epocali; costituiscono delle scelte che trasformano velocemente il modo di vivere”. In questa prospettiva, gli Stati Uniti sono ancora la grande fabbrica di weltanschauung del mondo in un great awakening permanente. Grandi risvegli religiosi che trasformano il modo di vedere il mondo e il modo di viverlo con la ferocia che solo la paura dell’Apocalisse e la necessità della lotta contro l’Anticristo possono spiegare. Peter Thiel non si stanca mai di ricordare quanto l’Anticristo, che promette la salvezza dall’intelligenza artificiale e dalla guerra nucleare, ha l’unico scopo di regalarci qualcosa di ancora peggio: il governo unico mondiale. Il cattolicesimo post liberale statunitense invece continua a inneggiare al ritorno all’ordine pre illuministico. La mente europea, incredula, non comprende. Nascono così nuove religioni e nuove religioni secolari. I Qaanonisti, i longtermisti, il prosperity Gospel, i deisti terapeutici. Le chiese cristiane si riempiono di pastori che incitano alla salvezza mediante l’arricchimento personale così, come ha scritto David French sul New York Times, “quando i seguaci di Trump vedono la sua ostentazione della ricchezza o lo vedono sbraitare e urlare contro i suoi nemici e lo osservano mentre cerca un potere senza limiti o vendere cianfrusaglie per arricchirsi tutto si tiene”, non vedono qualcosa di anomalo. Soprattutto “non vedono un despota, un tiranno o un truffatore. Loro vedono un presidente che prende la forma del pastore che amano”. Come ha scritto ieri Giuliano Ferrara, noi siamo ancora a guardare le tabelline e le virgolette che non tornano, ma qui si aspetta il prossimo pastore con jet privato che possa condurci su Marte. Magari con un neuroimpianto di Elon Musk che ci abbia regalato la vita eterna. Lo ricordava già il Cardinale Manning: “Tutto il conflitto umano non è che conflitto teologico”.
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