Già vincitore al Sundance e ai Bafta, racconta la militarizzazione delle scuole. Ma il regista Talankin viene criticato dai suoi connazionali: i media governativi lo chiamano “traditore”, mentre gli attivisti pacifisti lo accusano di avere esposto a rischi insegnanti e studenti che non sapevano che le riprese sarebbero finite a Hollywood
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