In Francia, Germania e Austria vincono le destre ma regge la maggioranza Ursula: “Abbiamo vinto”

09/06/2024 20:50 Il Foglio

Alle 23, con la chiusura delle urne in Italia, finisce la tornata elettorale del 2024 per la formazione del prossimo Parlamento europeo che si è aperta il 6 giugno nei Paesi Bassi. 373 milioni di persone, nei 27 paesi dell'Unione europea, votano per eleggere 720 rappresentanti al Parlamento europeo. Qui vi raccontiamo lo spoglio dell'Europa paese per paese con i contributi di David Carretta, Micol Flammini, Guido De Franceschi, Mauro Zanon e Paola Peduzzi. Il racconto dello spoglio in Italia è disponibile qui.   L'ultima proiezione del prossimo Parlamento europeo Attorno all'una di notte sono state rese note le ultime proiezioni sulla composizione del prossimo Parlamento europeo. I socialisti dovrebbero ottenere 135 seggi, i popolari 189. I liberali di Renew Europe dovrebbero ottenere 83 seggi, i verdi 53. Il gruppo dei conservatori è accreditato di 72 seggi, quelli di Identità e democrazia dovrebbero invece essere 58. Il commento del direttore Cerasa Prime impressioni dal voto europeo: Ppe vince, Pse fatica, liberali pure. Anti europeisti bene in Germania e in Francia, male in Italia e in Spagna. La maggioranza Meloni al momento è rafforzata. La maggioranza Ursula anche. Il nazionalismo è un guaio di alcuni paesi, non ancora dell’Europa. Nel 2019, i primi tre gruppi del Parlamento europeo avevano 419 seggi: Ppe: 177, S&d 141, Re101. Oggi, secondo le prime proiezioni, Ppe: 186, sd 133, re 82, in tutto: 401. Per avere la maggioranza servono 371 voti. Per decidere il presidente della commissione Ue FdI potrà contare molto. L’Europa non sta andando a destra. Nel 2019, Ecr (gruppo Meloni) aveva 67 seggi, Id 58 (Lega, Le Pen, Afd). Oggi secondo le proiezioni Ecr avrà 70 seggi. Id 60. Anche a voler sommare questi seggi con Ppe (186 al momento), le destre europee avrebbero 316 seggi. Maggioranza 371. Ursula von der Leyen lancia un appello alla stabilità “Abbiamo vinto le elezioni europee. Siamo l'ancora di stabilità”, ha detto Ursula von der Leyen, dopo che il suo Partito popolare europeo è stato confermato come il principale gruppo al Parlamento europeo. Von der Leyen ha sottolineato che “una maggioranza al centro per un'Europa forte rimane e questo è cruciale per la stabilità. Il centro regge. Ma è anche vero che gli estremisti a sinistra e a destra hanno guadagnato sostegno. I risultati impongono grande responsabilità ai partiti al centro”, ha avvertito von der Leyen: “Abbiamo tutti interesse nella stabilità e vogliamo tutti un'Europa forte ed efficace”. Von der Leyen ha annunciato che inizierà a dialogare “con le grandi famiglie politiche che hanno formato la piattaforma della scorsa legislatura, S&D e Renew. Abbiamo lavorato bene negli ultimi cinque anni”. Tuttavia non ha escluso di allargare la maggioranza ad altri. “Ho sempre detto che voglio costruire una larga maggioranza per un'Europa forte. Voglio continuare su questa strada con chi è pro europeo, pro Ucraina e pro stato di diritto”, ha detto von der Leyen. “Questo risultato richiede responsabilità” e “dobbiamo costruire i ponti che sono necessari”. Von der Leyen si è detta “fiduciosa” che sarà confermata per un secondo mandato come presidente della Commissione. Il primo exit poll in Italia: partiti immobili rispetto alle politiche Il primo exit poll delle europee in Italia è una fotografia quasi immobile dell'esistente. Fdi oscilla tra il 26 e il 30, il Pd tra il 21 e il 25, il M5s tra il 10 e il 14. Appiate, nel centrodestra, Forza Italia (tra 8.5 e 10.5 per cento) e Lega (tra l'8 e il 10 per cento). Alleanza Verdi e Sinistra è accreditata di una percentuale tra il 5-7 per cento. Stati Uniti d'Europa tra il 3.5 e il 5.5 per cento, Azione. tra il 2,5 e 4.5 per cento.   I partiti di governo si confermano maggioranza, e si rafforzano un po'. L'opposizione si conferma minoranza, ma il Pd cresce un po'. Mentre Francia e Germania sono attraversate da intense novità segnalate da queste elezioni, in Italia non cambia molto rispetto alle ultime elezioni politiche. Bisogna soltanto forse segnalare, in questo primo parzialissimo exit poll, il testa a testa tra Forza Italia e Lega, con l'ipotesi di un sorpasso del partito di Antonio Tajani su quello di Matteo Salvini. Va inoltre evidenziata la buona prestazione dell'alleanza Verdi e Sinistra, e anche l'ipotesi che Azione di Carlo Calenda non superi il quorum e dunque non entri nel prossimo Parlamento europeo. In Repubblica ceca è tornato Babis  In Repubblica ceca è in testa il partito Azione del cittadino scontento (Ano) dell’ex premier Andrej Babis sconfitto alle ultime elezioni, seguito dalla coalizione Spolu (Insieme) formata da tre partiti di governo, Civici democratici (Ods, dell’attuale premier Petr Fiala), Top 09, e cristiani democratici (Kdu-Csl). Il partito di Babis avrebbe ottenuto il 28 per cento dei voti e può sperare in 5-7 seggi nel Parlamento europeo, mentre alla coalizione Spolu andrebbe un numero di seggi compreso tra 5 e 7. Ano è dentro al gruppo Renew, mentre Fiala fa parte di Ecr. Ursula von der Leyen promette un bastione contro gli estremistri di destra e sinistra "Insieme ad altri costruiremo al Parlamento europeo un bastione contro gli estremisti della sinistra e della destra". Lo ha detto Ursula von der Leyen, presidente uscente della Commissione e candidata del Ppe per un secondo mandato. Weber invita socialisti e liberali a sostenere von der Leyen  Il presidente del Partito popolare europeo, Manfred Weber, ha invitato socialista e liberali a formare la nuova maggioranza nel prossimo Parlamento europeo sostenendo una conferma Ursula von der Leyen, dopo che il Ppe è stato confermato come il primo gruppo aumentando il numero di seggi. “Per noi è una buona giornata oggi”, ha detto Weber. “Per noi come Ppe il punto di partenza è la piattaforma con cui abbiamo lavorato negli ultimi cinque anni”, ha spiegato il presidente del Ppe. “La sola richiesta agli altri gruppi è che il vincitore presenti il prossimo presidente della Commissione”. Weber ha chiesto a Olaf Scholz di confermare che presenterà la candidatura di von der Leyen come presidente della Commissione al Consiglio europeo del 27 e 28 giugno e a Emmanuel Macron di confermare il suo sostegno a von der Leyen. L'obiettivo – ha detto Weber – è di “la stabilità per l'Europa”. I socialisti a von der Leyen: “Nessuna collusione” con Meloni Il gruppo dei Socialisti & Democratici al Parlamento europeo è pronto a sostenere Ursula von der Leyen per una secondo mandato, dopo che il Partito popolare europeo ha vinto le elezioni per rinnovare il Parlamento europeo, ma a condizione che non ci sia “collusione” con l'estrema destra, compreso il gruppo sovranista Ecr a cui appartiene Fratelli d'Italia. “La prima condizione è il programma”, ha detto il vicepresidente del gruppo S&D, Pedro Marques. “La seconda condizione è nessuna collusione con l'Ecr e con (il gruppo di estrema destra) Identità e democrazia”. Secondo Marques, “se dobbiamo allargare questa coalizione deve essere nella direzione dei gruppi progressisti” come i Verdi. In Portogallo salgono i socialisti In Portogallo il primo posto è un testa a testa tra il Partito socialista e Alleanza democratica, la coalizione di centro destra che ha vinto le elezioni a marzo. Anche il terzo posto è conteso tra i liberali e il partito di estrema destra Chega, che alle scorse europee non era riuscito a superare la soglia di sbarramento. Chega fa parte di Identità e democrazia è cresciuto molto negli ultimi anni, ma rispetto alle ultime legislative ha perso punti. Dal partito socialista portoghese potrebbe venire il futuro presidente del Consiglio europeo: uno dei nomi più sussurrati è quello dell’ex premier Antonio Costa. Il premier belga, Alexander De Croo, annuncia le dimissioni Il primo ministro belga, Alexandre De Croo, ha annunciato che da domani sarà “dimissionario”, dopo la sconfitta del suo partito liberale fiammingo, Open-Vld, nelle elezioni legislative. “Per noi è una serata particolarmente diffcicile. Abbiamo perso. Da domani sarò un primo ministro dimissionario”, ha detto De Croo. “Ma i liberali sono forti. We will be back”, ha aggiunto. L'affluenza al 51 per cento secondo la stima del Parlamento europeo Il 51 per cento degli elettori europei si sono recati alle urne, secondo la prima stima pubblicata dal Parlamento europeo. L'affluenza sarebbe dunque in linea con quella registrata nel 2019, il 50,7 per cento. In Polonia rivince Tusk Hanno votato le città e non le campagne, e già il dato sembrava abbastanza per far capire che gli elettori tradizionali del PiS, il partito che ha governato la Polonia fino allo scorso anno e che siede a Bruxelles tra Conservatori e riformisti assieme a Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, erano rimasti a casa, sfiduciati dal loro partito di riferimento, che sta cercando di cambiare pelle. La Coalizione civica di Donald Tusk, membro di spicco del Ppe, ha ottenuto il 38 per cento e 21 seggi, nove in più rispetto al 2019. Il PiS dai 27 seggi di cinque anni fa è passato a 19. Il risultato non cambierà soltanto le dinamiche in Polonia ma anche i pesi e i contrappesi dentro a Ecr, dove il PiS era abituato a essere un azionista di maggioranza. Rispetto alle elezioni parlamentari di ottobre, la Coalizione civica di Donald Tusk ha aumentato i consensi, guadagnando otto punti, mentre il PiS ne ha persi due, lasciando guadagnare l’estrema destra di Konfederacja. I partiti che hanno formato il governo con Tusk, Sinistra e Terza via, anche hanno perso consensi. La coalizione di governo rimane stabile, con il premier sempre in crescita che poco prima che uscissero gli exit poll aveva iniziato a pubblicare messaggi su X, neanche troppo sibillini: “Gesù, come sono contento. (forse)”. Macron annuncia lo scioglimento del Parlamento francese: si vota il 30 giugno e il 7 luglio   Emmanuel Macron, in un discorso pronunciato dall’Eliseo in seguito all’esito del voto, ha annunciato lo scioglimento dell’Assemblea nazionale, la camera bassa del Parlamento francese, e nuove elezioni legislative. “Ho deciso di restituirvi la scelta del vostro futuro parlamentare”, ha dichiarato Macron. Il primo turno si terrà il 30 giugno, il secondo il 7 luglio.   Il Ppe in testa nelle prime proiezioni del Parlamento europeo Il Partito popolare europeo sarà il primo gruppo del prossimo Parlamento europeo con 181 seggi, secondo la prima proiezione dello stesso Parlamento europeo sulla base di exit poll e sondaggi pre elettorali. Il gruppo dei Socialisti&Democratici si conferma il secondo più grande con 135 seggi, davati ai liberali di Renew con 82 seggi. Il gruppo sovranista dei Conservatori e riformisti europei si colloca al quarto posto con 71 seggi, davanti al gruppo di estrema destra Identità e democrazia con 62 seggi. I Verdi scivolano in sesta posizione con 53 eletti, mentre il gruppo della Sinistra si ferma a 34 deputati. Tuttavia c'è un gruppo consistente di seggi, complessivamente 102, che non sono stati attribuiti ai gruppi politici, perché i loro partiti siedono nei non iscritti o non hanno formalmente aderito a una famiglia politica europea. Alla maggioranza uscente tra Ppe, S&D e Renew sono attribuiti 398 seggi sui 720 del prossimo Parlamento europeo. La Danimarca ha punito la coalizione del governo Frederiksen Il Partito socialdemocratico della premier, Mette Frederiksen, e i partiti della sua coalizione hanno subito una netta sconfitta nelle elezioni europee in Danimarca, secondo gli exit poll pubblicati alla chiusura delle urne. In controtendenza rispetto agli altri paesi, i Verdi sono arrivati in testa con il 18 per cento dei voti, cinque punti in più rispetto al 2019. Il Partito socialdemocratico di Frederiksen crolla dal 22 al 15 per cento. I liberali conservatori di Ventre perdono 10 punti e si fermano al 14 per cento. I Moderati, un nuovo partito centrista e liberale nato prima delle ultime legislative, ottiene l'8 per cento. Il Partito di estrema destra del popolo danese perde terreno, passando dal 11 al 7 per cento. Subisce la concorrenza di un altro partito di estrema destra, i Democratici danesi, che ottengono il 6 per cento. I sondaggi in Spagna: non c'è la spallata della destra, Sánchez tiene  Un quasi pareggio o una sconfitta di misura che sembra quasi una vittoria. Secondo i sondaggi rivelati alle 20 sull'esito delle elezioni spagnole, in attesa degli exit poll e dei primi dati reali, il Partito socialista del premier Pedro Sánchez sembra aver confermato il profumo di rimonta registrato nelle ultime settimane. Il Partito popolare sembra decisamente avanti nel sondaggio di Sociometrica per El Español (23-25 seggi contro il 19-20 del Psoe) e avanti di un nonnulla in quello di Sigma Dos per RTVE (21-23 contro 20-22), ma in entrambi i casi non si sarebbe verificata la spallata, che pareva praticamente certa solo un paio di mesi fa, con cui il leader dell'opposizione del centrodestra Alberto Núñez Feijóo avrebbe voluto far tremare anche il governo nazionale, dal momento che anche nei sondaggi più favorevoli al Pp la somma dei seggi che avrebbero ottenuto il Psoe e i suoi alleati rimane prossima a una maggioranza. Benino Vox, che aumenta i seggi rispetto all'ultima volta (da 4 a 6-7) ma non sfonda. Riduzione del danno (più del previsto) per la sinistra radicale che si presentava divisa. In linea con le aspettative le coalizioni degli indipendentisti. Entra quasi sicuramente dell'Europarlamento, con uno o due rappresentanti, il movimento populista di destra inventato dalla star dei social Alvise Pérez. I Verdi pronti a discutere con von der Leyen, ma dubbi su Meloni  Lo Spitzekandidat (candidato capolista dei Verdi), Bas Eickhout, ha offerto a Ursula von der Leyen di discutere del sostegno alla sua conferma come presidente della Commissione, ma è sembrato porre come condizione l'esclusione di Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni dalla maggioranza. "Siamo pronti a discutere" con von der Leyen, ha detto Eickhout parlando con i giornalisti a Bruxelles. Tuttavia è difficile considerare Giorgia Meloni pro europea e pro democrazia. Per il momento è pro Ucraina. La base per qualsiasi coalizione deve essere l'Ue, la democrazia e l'Ucraina", ha detto Eickhout. In Francia il Rassemblement national di Marine Le Pen è in testa con il 33 per cento Secondo le prime proiezioni dell’istituto Ifop-Fiducial pubblicate alla chiusura delle urne, la lista del Rassemblement national guidata da Jordan Bardella è in testa col 33 per cento dei suffragi, più del doppio di Renaissance, la lista macronista guidata da Valérie Hayer, ferma al 15 per cento. Se confermata dai dati definitivi, sarebbe una vittoria schiacciante per il principale partito sovranista francese, che avrà con molta probabilità conseguenze immediate dal punto di vista politico e istituzionale (Bardella, durante la campagna, aveva assicurato che avrebbe chiesto la “dissoluzione” dell’Assemblea nazionale in caso di trionfo Rn). Per Renaissance, invece, è una batosta elettorale che certo era nell’aria, ma non di questa entità, anche perché si sperava che l’attivismo delle ultime settimane del presidente Macron avrebbe prodotto i suoi frutti. Stando alle proiezioni, Raphaël Glucksmann, capolista dei socialisti, conferma la dinamica positiva che era emersa nei sondaggi, registrando il 14 per cento delle preferenze, davanti a Manon Aubry, la candidata della France insoumise, il partito della sinistra radicale, arenata all’8. Al quinto e al sesto posto si attestano rispettivamente i Républicains, il partito gollista, e Reconquête, la formazione sovranista di Éric Zemmour. I Verdi sono gli altri sconfitti di queste elezioni: 5 per cento dei voti. Nel 2019, erano stati la sorpresa delle europee, registrando il 13,4 per cento.     Le prime proiezioni dell’istituto Elabe danno invece Bardella al 32,8, Hayer al 14,9, Glucksmann al 13,5 e Aubry al 9 per cento. L’affluenza, secondo Elabe, si è attestata al 52 per cento. In Finlandia l'estrema sinistra anti-Putin supera l'estrema destra anti-Putin La Finlandia offre un'altra sorpresa in queste elezioni europee. Secondo il conteggio preliminare del 60 per cento delle schede, il partito Kok del primo ministro, Petteri Orpo, è arrivato nettamente in testa con il 24,6 per cento dei voti, quattro punti in più rispetto al 2019. I Finlandesi, partito di estrema destra al governo con Orpo, crollano dal 13,8 al 6,8 per cento. La sorpresa è il risultato storico del partito di estrema sinistra Vas, che è passato dal 6,9 al 18,2 per cento. I socialisti rimangono stabili attorno al 15 per cento, mentre i Verdi perdono quasi sei punti fermandosi al 10,9 per cento. Contrariamente ad altri partiti di estrema sinistra, Vas non è filo russo. La sua leader, Li Andersson, ha detto che il gruppo La Sinistra al Parlamento europeo deve espellere i partiti che si oppongono al sostegno all'Ucraina. I primi dati in Francia: il Rassemblement national di Le Pen doppia Macron ll quotidiano belga Le Soir ha pubblicato i sondaggi fatti in Francia all'uscita delle urne. Secondo i suoi dati, il Rassemblement national è tra il 33-34 per cento, la lista macroniana Besoin d'Europe è al 14-15 per cento e il Partito socialista tra il 12,5 e il 14 per cento. In Ungheria Orban perde la maggioranza assoluta, ma Peter Magyar prende voti all'opposizione Fidesz, il partito di Viktor Orban, ha ottenuto appena il 44 per cento nelle elezioni europee in Ungheria, nove punti in meno rispetto al 2019, secondo gli exit poll pubblicati alla chiusura delle urne. Merito del nuovo partito di Peter Magyar, Tisza, che ha ottenuto il 32 per cento. Ex marito del ministro della Giustizia, Judit Varga, membro della cerchia ristretta di Orban per oltre un decennio, Magyar ha rotto con il primo ministro dopo lo "scandalo della grazia" a un condannato per pedofilia. In campagna elettorale Magyar ha denunciato la corruzione del governo Orban e ha criticato la sua politica a favore della Russia. Ma Tisza sottrae soprattutto voti all'opposizione. I soicalisti si fermano all'8 per cento, perdendo 15 punti, mentre Momentum è sceso al 3 per cento, 4 punti in meno rispetto al 2019. Al parlamento euorpeo Tisza entrerà nel gruppo del Ppe. Weber dice che la Cdu-Csu è "il baluardo contro gli estremisti dell'AfD" Il capogruppo del Ppe, il tedesco Manfred Weber, ha detto che la Cdu-Csu, l’Unione che secondo gli exit polls è prima in Germania, è “per la stabilità” e “il baluardo contro gli estremisti di destra come l’AfD. Ha anche criticato la coalizione al governo - Spd, Verdi e liberali - che escono male da questa elezione: “Il Semaforo non è più in grado di parlare alle persone”. Secondo i media tedeschi, il leader della Cdu, Friedrich Merz, ha chiesto al cancelliere Olaf Scholz di sostenere la candidatura di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione. In Croazia Plenkovic rivince, ma occhio all'affluenza In Croazia l’affluenza è stata bassa, l’Hdz, l’Unione democratica croata, il partito del primo ministro Andrej Plenkovic, secondo gli exit poll, migliora il risultato rispetto al 2019 e potrebbe arrivare a ottenere sei seggi, due in più rispetto alle passate europee, tutti da portare in dote al Partito popolare europeo. In aprile ci sono state le amministrative e Plenkovic era riuscito a ottenere un terzo mandato assicurandosi il sostegno di settantotto deputati pronti a sostenerlo nonostante il calo dei consensi: il prezzo da pagare è stato un’alleanza con un partito nazionalista di estrema destra, il Movimento patriottico, contrario all’ingresso nell’euro, scettico sul sostegno militare all’Ucraina e ultra reazionario sui diritti civili e i migranti. La decisione era stata presa come il sintomo di una prossima deriva a destra dell’intero Ppe. Il Movimento patriottico avrebbe guadagnato un seggio alle europee. Il peso di una storia di spionaggio in Lettonia Una curiosità, la Lettonia non ha exit poll, le urne sono chiuse, ma i risultati si sapranno soltanto domani. La televisione lettone si sta lanciando in spericolate previsioni con qualche fastidio da parte del comitato elettorale che non intende commentare o smentire pronostici di alcun tipo. Qualche occhiata a cosa dicono i commentatori lettoni: il partito Nuova Unità del commissario europeo per il Commercio Valdis Dombrovskis e del primo ministro Evika Silina viene dato al primo posto e in miglioramente rispetto alle elezioni del 2019, siede nel Ppe. L’unica novità potrebbe essere rappresentato dall’arrivo del partito i Progressisti, mentre il partito filo Cremlino Centro di cui è esponente Tatiana Zdanoka potrebbe non superare la soglia di sbarramento: Zdanoka è accusata di aver lavorato come agente dei servizi di sicurezza russi dell’Fsb. In Germania l'AfD è il secondo partito Secondo i primi dati tedeschi c’è stato un travaso eccezionale di voti dall’Unione Cdu-Csu e dall’Spd verso l’AfD. L’AfD è stata al centro di molte discussioni nelle destre europee. Il partito è stato espulso dal suo gruppo, Identità e democrazia, e il suo capolista, Massimilian Krah, è stato sospeso. Ma entrerà nel Parlamento europeo. In Belgio si vota anche le politiche: avanzano l'estrema destra e sinistra In Belgio i risultati delle elezioni europee si conosceranno solo in tarda serata. Gli elettori belgi oggi hanno votato anche per le elezioni legislative e politiche. Lo scrutinio è in corso e le prime tendenze sono chiare: l'estrema destra del Vlaams Belang si rafforza nelle Fiandre, anche se non dovrebbe superare gli indipendentisti fiamminghi della N-Va, mentre l'estrema sinistra del Partito dei lavoratori del Belgio (Ptb) avanza sia in Vallonia sia a Bruxelles. Il partito liberale francofono Mr si rafforza, ma quello fiammingo del premier Alexander De Croo perde terreno. I socialisti fiamminghi crescono leggermente, ma quelli valloni scendono altrettanto. I Verdi, che erano stati i grandi vincitori nel 2019, subiscono un tracollo sia tra gli elettori francofoni sia tra quelli fiamminghi. Ursula von der Leyen parla prima ai tedeschi della Cdu  Ursula von der Leyen, presidente uscente della Commissione e Spitzenkandidat del Ppe, parlerà tra pochi minuti in videoconferenza ai simpatizzanti della Cdu riuniti per la serata elettorale a Berlino. Von der Leyen dovrebbe rivolgersi ai sostenitori del Ppe nel quartier generale di Bruxelles del Partito popolare europeo, insieme a Manfred Weber, intorno alle 21. Solo dopo la chiusura delle urne in Italia, ultimo paese a votare tra i 27 stati membri, von der Leyen farà una dichiarazione ufficiale insieme agli altri Spitzenkandidat al Parlamento europeo interno alle 21:30. Il presidente del Ppe, Manfred Weber, ha previsto di tenere una conferenza stampa alle 22:15. In Grecia tutto come previsto alle elezioni europee Nuova Democrazia, il partito del primo ministro, Kyriakos Mītsotakīs, è arrivato in testa nelle elezioni europee in Grecia, secondo gli exit poll pubblicati alla chiusura delle urne. Nessuna sorpresa. Nuova Democrazia ha ottenuto tra il 28 e il 32 per cento, superando nettamente il partito di estrema sinistra Syriza con il 15-18 per cento. Le europee confermano la ripresa dei socialisti del Pasok, che hanno ottenuto l'11-14 per cento. Il Partito comunista greco ottiene un buon risultato, così come i sovranisti di destra dei Greci Indipendenti, entrambi con l'8-10 per cento. Il partito di estrema destra Niki dovrebbe ottenere un eletto nel prossimo Parlamento europeo. In Germania avanti la Cdu-Csu, ma AfD è seconda In Germania la Cdu-Csu è avanti nei primi exit poll delle elezioni europee con quasi il 30 per cento dei voti, ma il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) è riuscita a conquistare il secondo posto malgrado i numerosi scandali in cui è stata coinvolta. Secondo gli exit poll pubblicati alla chiusura delle urne, la Cdu ottiene il 23,5 per cento (23 seggi), mentre al partito gemello bavarese della Csu è attribuito il 6 per cento (6 seggi). AfD dovrebbe ottenere il 16,5 per cento dei voti (17 seggi), superando i socialdemocratici della Spd del cancelliere Olaf Scholz con il 14 per cento (14 seggi) e i Verdi con il 12 per cento (12 seggi). Il nuovo partito di estrema sinistra Bündnis Sahra Wagenknecht dovrebbe conquistare il 5,5 per cento dei voti (5 seggi), superando i liberali della Fdp di Christian Lindner con il 5 per cento (5 seggi). L'estrema destra della Fpö primo partito in Austria Il partito di estrema destra della Fpö è il primo nelle elezioni europee in Austria, secondo gli exit poll pubblicati alla chiusura delle urne. La Fpö ha ottenuto tra il 28 e il 30 per cento, quasi il doppio rispetto a cinque anni fa, quando si era fermata al 17 per cento. L'estrema destra ha superato nettamente i socialdemocratici della Spo (22-24 per cento, in leggero calo rispetto al 2019) e i conservatori della Ovp (21-23 per cento in netto calo rispetto al 2019). I Verdi perdono terreno (10-12 per cento), mentre i liberali di Neos sono in leggera crescita (10-12 per cento). Gli elettori austriaci torneranno al voto in autunno per le elezioni legislative.     A Cipro la sorpresa è uno Youtuber  A Cipro il partito conservatore Disy è arrivato in testa nelle elezioni europee con il 23-27 per cento dei voti, davanti al partito comunista Akel con il 22-26 per cento, secondo gli exit poll pubblicati dopo la chiusura delle urne. La sorpresa è il risultato ottenuto da un candidato indipendente, Fidias Panagiotou, uno Youtuber seguito da milioni di persone, che ha ottenuto il 13-17 per cento dei voti, davanti ai socialisti di Diko e ai sovranisti di Elam (entrambi 9-13 per cento). Panagiotou dovrebbe ottenere un seggio nel prossimo Parlamento europeo.   Nei Paesi Bassi Timmermans batte Wilders In queste elezioni europee gli elettori olandesi sono andati alle urne per primi e, giovedì 6 giugno, hanno riservato la prima sorpresa. Secondo gli exit poll, la lista tra Laburisti e Verdi guidata da Frans Timmermans ha nettamente superato il partito di estrema destra Pvv di Geert Wilders. Anche altri partiti europeisti hanno fatto bene. Laburisti e verdi avrebbero ottenuto otto seggi e oltre il 20 per cento dei voti. Il Pvv, a cui i sondaggi attribuivano un nuovo trionfo dopo quello delle elezioni legislative di novembre, si è fermato a sette seggi e il 17,7 per cento. I liberali di sinistra dei D66 hanno ottenuto un seggio in più rispetto al 2019. Volt dovrebbe ottenere un deputato europeo. In attesa dei risultati ufficiali, gli exit poll dicono che i Paesi Bassi forniranno alla maggioranza europeista 21 dei 31 eurodeputati olandesi.   In Slovacchia i liberali battono Robert Fico La Slovacchia ha votato ieri e anche da Bratislava è arrivata una sorpresa. Slovacchia progressista, partito liberale all'opposizione, è arrivato in testa alle elezioni europee, superando lo Smer del primo ministro Robert Fico. Il giornale Dennik N ha pubblicato i risultati preliminari che sono nelle mani dei partiti. I liberali di Sp hanno ottenuto il 27,8 per cento, in netta crescita rispetto al 20,1 di cinque anni fa. Anche lo Smer ha guadagnato terreno, passando dal 15,7 al 24,8 per cento, ma è un risultato peggiore di quello registrato alle elezioni politiche dello scorso anno. Fico, vittima di un attentato appena tre settimane fa, non è riuscito a capitalizzare la simpatia dell'opinione pubblica. Anche i suoi alleati del partito Hlas, diretto dal presidente del Parlamento Peter Pellegrini, hanno ottenuto un risultato deludente con il 7,2 per cento. Puntando sulla retorica filo russa, Fico ha involontariamente liberato il demone putinista. Republika, partito di estrema destra esplicitamente filo russo, si è piazzato in terza posizione con il 12,5 per cento. Complessivamente la Slovacchia dovrebbe fornire sette deputati alla maggioranza europeista (sei per il gruppo liberale di Renew e uno per il Ppe). Lo Smer (cinque eletti) e Hlas (un eletto) sono entrambi di sinistra, ma siedono nei non iscritti dopo essere stati espulsi dal Pse per l'alleanza con l'estrema destra. Republika ha ottenuto due seggi. A Malta Roberta Metsola infligge un colpo ai Laburisti del premier Robert Abela Essere presidente del Parlamento europeo ha i suoi vantaggi in un piccolo stato membro come Malta. Il partito laburista del premier Robert Abela è arrivato in testa nelle elezioni europee, ma con un margine molto inferiore rispetto a quello atteso alla vigilia: meno di 15 mila. In termini di seggi è un pareggio: tre per i laburisti e tre per i conservatori. Tutto merito di Roberta Metsola, presidente uscente del Parlamento europeo, che è stata anche la candidata più votata a Malta. Il suo Partito nazionalista guadagna un seggio rispetto al 2019. “Le persone ci hanno aperto le porte e ci hanno ascoltati”, ha detto Metsola. A Bruxelles è noto che Metsola vorrebbe compiere un altro mandato di due anni e mezzo come presidente del Parlamento europeo. Il suo successo elettorale potrebbe spingerla a sfidare Abela alle prossime elezioni legislative a Malta che dovrebbero tenersi nella primavera del 2027, qualche mese dopo la fine di un eventuale secondo mandato di Metsola sullo scranno più alto del Parlamento europeo. In Lettonia la spia russa perde il seggio al Parlamento europeo Le elezioni europee in Lettonia non hanno riservato grandi sorprese. I due principali partiti, Nuova Unità (Ppe) e Alleanza Nazionale (Ecr) dovrebbero aver ottenuto due seggi ciascuno, lo stesso numero del 2019, secondo una proiezione non ufficiale pubblicata dalla televisione lettone. I socialisti hanno perso un seggio, mentre due partiti che appartengono alle famiglie liberale e verde dovrebbero conquistarne per la prima volta uno. Un altro partito ultraconservatore, Prima la Lettonia, dovrebbe fare il suo ingresso al Parlamento europeo. Prima la Lettonia ha annunciato di voler aderire al gruppo sovranista Ecr, ma Alleanza Nazionale ha detto che metterà il veto. Il partito Unione russa, che rappresenta la minoranza russofona, è il grande sconfitto: secondo le proiezioni non fufficiali dovrebbe perdere l'unico seggio che aveva al Parlamento europeo. Era occupato da Tatjana Zdanoka, deputata europea accusata di spionaggio a favore della Russia. Chi e cosa si vota alle elezioni europee Alle 23, con la chiusura delle urne in Italia, finisce la tornata elettorale del 2024 per la formazione del prossimo Parlamento europeo che si è aperta il 6 giugno nei Paesi Bassi. 373 milioni di persone, nei 27 paesi dell'Unione europea, votano per eleggere 720 rappresentanti  al Parlamento europeo – molti elettori sono alla loro prima volta, visto che l’età per poter votare è stata abbassata a 16 anni in Germania, Austria, Belgio e Malta, e a 17 anni in Grecia. I sondaggi prevedono una crescita dei partiti di estrema destra che potrebbero diventare il primo partito in Francia, Austria e Belgio. In Italia c'è un governo di coalizione con Fratelli d'Italia, che fa parte dei Conservatori e riformisti europei (Ecr), la Lega, che fa parte del gruppo Identità e democrazia (Id), e Forza Italia, che fa parte del Partito popolare europeo. In Ungheria, il primo partito è Fidesz, che dopo essere stato espulso dal Ppe non ha un gruppo al Parlamento europeo: il primo ministro ungherese, Viktor Orbán, è uno dei più grandi sostenitori, nonché il primo, di un grande gruppo delle destre che fornisca un'alternativa all'equilibrio che ha sempre governato l'Ue con i partiti europeisti.    Le ultime proiezioni del Parlamento europeo Le ultime proiezioni realizzate da Europe Elects ed Euractiv, il 5 giugno, hanno confermato le tendenze registrate finora sulla composizione del Parlamento europeo: al Partito popolare europeo sono attribuiti 182 eletti, che gli consentiranno di restare il primo gruppo. Ai Socialisti&Democratici dovrebbero andare 136 deputati. I liberali di Renew potrebbero rimanere la terza forza con 81 seggi (una ventina in meno di quelli attuali), ma sono tallonati dal gruppo sovranista dei Conservatori e riformisti europei (Ecr) con 79 eletti. Dopo l’espulsione di Alternative für Deutschland, al gruppo di estrema destra Identità e democrazia sono attribuiti 69 eletti. Tuttavia i due gruppi delle destre nazionaliste hanno un potenziale bacino dove raccogliere altri deputati, cioè circa 80 seggi che andranno a partiti che siedono tra i non iscritti o sono non affiliati. Ai Verdi sono attribuiti 55 seggi, mentre al gruppo la Sinistra sono attribuiti 38 seggi.  

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