I FATTI PRINCIPALI, IN BREVE Nuovi raid israeliani su Teheran il prezzo del petrolio continua a salire e supera i 113 dollari al barile. Trump ostenta ottismo via social: "Colloqui molto positivi e produttivi riguardo a una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in medio oriente" L'ottimismo di Trump: "Colloqui positivi con l'Iran" Il presidente americano Donald Trump ha scritto su Truth Social che gli Stati Uniti e l'Iran hanno avuto "colloqui molto positivi e produttivi riguardo a una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in medio oriente" e di aver dato istruzioni al Pentagono di rinviare per cinque giorni qualsiasi attacco contro centrali elettriche e infrastrutture energetiche iraniane. Non è chiaro chi si sia occupato, nell'Amministazione Trump, di questi colloqui con il regime iraniano. Anche perché negli ultimi giorni Stati Uniti e Iran hanno continuato a minacciarsi a vicenda. Trump non ha fornito dettagli su come Iran e Stati Uniti potrebbero raggiungere un accordo per una "risoluzione completa e totale" delle ostilità. Analisti sentiti dal New York Times hanno detto che è difficile individuare una possibile via d'uscita dal conflitto, visto che sia Israele sia gli Stati Uniti hanno chiesto la destituzione del governo iraniano. Il ministero degli esteri iraniano ha smentito le dichiarazioni di Trump sui negoziati "molto positivi": secondo Teheran non esistono comunicazioni dirette né indirette con Washington. Diversi media affiliati allo stato iraniano citano il ministero nel definire le affermazioni di Trump un tentativo di far scendere i prezzi dell'energia e guadagnare tempo per i piani militari. L'agenzia Fars, ripresa da Reuters, aggiunge che Trump avrebbe anche rinunciato all'idea di colpire le centrali elettriche iraniane dopo che l'Iran aveva minacciato di rispondere colpendo gli impianti elettrici in tutto il medio oriente. Sul fronte diplomatico regionale, il ministero degli esteri di Teheran ha riconosciuto l'esistenza di "iniziative" da parte di paesi della regione per "ridurre le tensioni", ma ha respinto ogni mediazione: "Non siamo noi ad aver iniziato questa guerra", ha detto il ministero secondo Mehr News. "Tutte queste richieste vadano indirizzate a Washington". Per Trump permettere il passaggio del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz è la questione più urgente da risolvere. Non è però l'unica. Due sono i problemi che ha davanti il presidente americano: come gestire i 440 chilogrammi di uranio quasi pronto per l'utilizzo bellico che si ritiene l'Iran abbia immagazzinato negli impianti nucleari di Isfahan e Natanz; ed evitare di essere considerato un traditore del popolo iraniano qualora non ci fosse un ribaltamento del regime e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e la nuova Guida Suprema rimanessero al loro posto. I mercati hanno reagito positivamente alle parole del presidente americano. Il prezzo del petrolio è sceso e le borse europee hanno invertito la rotta: Francoforte sale del 3,3 per cento, Parigi del 2,62, Milano dell'1,85. Il prezzo del petrolio continua a salire Il prezzo del petrolio continua a salire e ha superato i 110 dollari al barile (in mattinata ha segnato 113,4). Le borse asiatiche sono tutte in perdita, con il Nikkei che ha perso quasi il 3,5 per cento. Hanno aperto in calo tutte le borse europee. Fatih Birol, direttore esecutivo dell'Agenzia internazionale dell'energia, ha detto che la guerra in medio oriente potrebbe innescare una crisi energetica peggiore degli shock combinati degli anni Settanta e paragonabile a quella scaturita dall'invasione russa dell'Ucraina nel 2022. Nuovi raid israeliani sull'Iran. Molte zone di Teheran senza elettricità Nelle prime ore di oggi, l'esercito israeliano ha iniziato una nuova ondata di attacchi contro le infrastrutture iraniane a Teheran. Diverse zone della capitale iraniana sono senza elettricità. I media iraniani hanno riportato esplosioni in tutto il territorio urbano. I residenti hanno raccontato di attacchi prolungati nei quartieri periferici orientali, occidentali e settentrionali della città. Nel fine settimana Donald Trump aveva minacciato attacchi contro le centrali elettriche iraniane qualora il regime non avesse permesso di nuovo il passaggio delle petroliere dallo Stretto di Hormuz. Un ultimatum che è stato respinto dall'Iran, minacciando ritorsioni contro le infrastrutture energetiche nei paesi che ospitano truppe americane e attacchi contro gli impianti di desalinizzazione, vitali per gran parte del medio oriente.
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