"Non sapevo nemmeno che si fosse iscritto, è stata una sorpresa: mi ha chiamato mentre ero in Tunisia dalla mia famiglia per dirmi 'Mamma, mamma, mi hanno preso a Sanremo', così come è stata una sorpresa anche nella finale salire con lui". Mamma Samia è diventata la star di questo Festival: per due volte, la seconda a sua insaputa "tanto che stavo quasi per perdere una scarpa", sul palco dell'Ariston l'ha portata ad essere una delle protagoniste di un'edizione che sul finale ha iniziato a emozionare. Chi non conosceva la storia di Adam Sayf Viacava, nato a Genova ma cresciuto tra la sua Santa e Rapallo con sangue tunisino, in questo Festival ha fatto la piacevole scoperta di un artista a tutto tondo, nato nel vivaio rap genovese dopo che si era avvicinato all'età di 14 anni, dopo aver imparato a suonare la tromba alle scuole medie, e arrivato lontano. Nel 2024 ha fondato il collettivo Genovarabe, poi si è affacciato sulla scena nazionale. Ma in questa edizione, le persone hanno avuto modo di conoscere la sua storia, quella di un giovane nato in una famiglia che si è rimboccata sempre le maniche, "noi tutti uguali, sempre al bar a lavorare" parla proprio di lui. E dai social traspare l'autenticità di questo ragazzo, mentre dalle parole di mamma si capisce da chi abbia preso i suoi valori. "Da tunisina, noi abbiamo la musica dentro, perché noi diciamo sempre in casa si balla, si canta. E io anche adesso, qua, che sono sempre da sola, ho sempre la musica. Tra una cosa e l'altra mi fermo e mi metto a ballare davanti allo specchio con la musica". "Tu mi piaci tanto" non è una canzonetta, anzi. Si tratta del testo più impegnato del Festival. "Devono tutti capire che l'amore unisce tutti quanti io noto, nel senso rispetto alla mia generazione, che oramai stiamo perdendo anche un po' di umanità. Quindi se ci uniamo, ci consolidiamo, come si dice, l'unione fa la forza e tutto andrà bene. Niente invidia, niente gelosia, niente guerra, tanto non serve a niente".
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