Motori elettrici e investimenti pubblici: come la Cina è diventata il più grande esportatore di auto al mondo

16/11/2023 08:05 Forbes

Si può dire, forse estremizzando, che con i motori a batteria la corsa è ripartita da zero. E i cinesi l’hanno presa molto sul serio. Avrebbero avuto poche chance di competere con l’Occidente nelle macchine a benzina e diesel. Nonostante la sua potenza manifatturiera, la Cina non è mai riuscita a padroneggiare i motori a combustione interna, che hanno centinaia di parti mobili e sono difficili da assemblare. I veicoli a batteria, meccanicamente più semplici, l’hanno aiutata a recuperare terreno. All’inizio la produzione si è concentrata sul mercato interno. La spinta arrivava da ragioni economiche, geopolitiche e ambientali. Pechino si è resa conto che l’elettrico avrebbe potuto contribuire a ridurre la dipendenza da importazioni di petrolio che passano dalle acque contese del Mar Cinese Meridionale. Il motore a batteria era anche un modo per inquinare di meno, visto che l’aria sporca delle grandi città era oggetto di critiche sempre più aspre. Si calcola che tra il 2009 e il 2017 la spesa cumulata del governo nel settore dei veicoli elettrici sia stata vicina ai 60 miliardi di dollari. Dal 2018 al 2021 sono stati iniettati altri 66 miliardi, secondo stime del Centro Studi Strategici e Internazionali. Quanto è grande il mercato delle auto in Cina È la politica industriale del presidente cinese Xi Jinping, che punta all’autosufficienza e poi alla supremazia nelle nuove tecnologie verdi e digitali. I veicoli stradali sono un concentrato di tutto questo. La Cina, con investimenti molto mirati, ha ottenuto negli ultimi dieci anni vantaggi competitivi in quasi tutti gli aspetti della catena del valore delle auto elettriche. Oggi controlla il 60% della produzione globale di batterie ed è dominante anche nelle materie prime che contano di più per la transizione. Nel 2022 ha estratto quasi i tre quinti degli elementi di terre rare usati come componenti dei dispositivi elettronici. Ha raffinato il 60% del litio mondiale e l’80% del cobalto, minerali critici per le batterie elettriche ad alta capacità. Quest’anno in Cina si acquisteranno circa 25 milioni di macchine e più della metà del mercato - per la prima volta - sarà coperto da brand autoctoni. Significa che il dominio delle case tedesche e giapponesi è finito. In Cina, tra il 2021 e il 2022, Volkswagen ha venduto il 6% in meno, Honda il 12%, Nissan il 24,7%. Ma il solo mercato interno non era più sufficiente a contenere tutta quella forza produttiva. Alle prese con un eccesso di capacità, l’industria delle auto cinesi doveva trovare nuovi sbocchi. Quest’anno la Cina, che già era il più grande produttore di auto al mondo, è diventata anche il primo esportatore, superando il Giappone. Le tappe di questo sorpasso sono lo specchio dei vantaggi e dei rischi di una politica industriale aggressiva, una strategia a cui ormai si sono convertiti gli Stati Uniti e che sta condizionando anche le scelte dell’Unione europea. La crescita dei brand cinesi I tentativi cinesi di espandersi nei mercati esteri, fino a pochi anni fa, erano stati deludenti. Nel 2015 la Cina esportava meno di 375mila auto all’anno, meno dell’India e grossomodo quanto Germania e Giappone spedivano in un mese. Ma intorno al 2020 ha cambiato marcia. Nel 2021 ha esportato quasi 1,6 milioni di auto, poi 2,7 milioni l’anno successivo e 2,34 milioni nei primi sei mesi del 2023. Meglio del Giappone. All’inizio la Cina vendeva soprattutto in paesi poveri, ma oggi non più. Le esportazioni verso l’Australia sono triplicate nella prima metà del 2023, quelle verso la Spagna sono cresciute di 17 volte. Oggi quasi la metà delle auto esportate dalla Cina sono vendute in Europa e due terzi sono a batteria. Quest’anno l’8% delle macchine completamente elettriche vendute in Europa era cinese. Una quota ancora piccola, ma cresciuta in fretta e destinata ad aumentare ancora. Tuttavia c’è un punto importante da chiarire. Molte di queste auto sono prodotte in fabbriche cinesi di brand occidentali. In altre parole, il numero di veicoli elettrici con marchio cinese sulle strade europee è ancora basso. Quasi il 40% delle esportazioni è riconducibile a Tesla. Poi ci sono joint venture come Mg e Volvo - un marchio britannico e uno svedese -, che ora appartengono a società con sede in Cina: i loro modelli costituiscono una grossa fetta delle auto spedite all’estero. Sarebbe un errore, però, sottovalutare i brand cinesi. In Germania, all’ultima fiera automobilistica, non sfiguravano in mezzo alle case europee. Ecco alcuni nomi che forse impareremo a conoscere. Chery, di proprietà statale, fondata nel 1997, per il prossimo anno punta a vendere solo nel Regno Unito 15mila macchine green. Lavora sui motori elettrici dal 2000. “Gradualmente la nostra qualità è aumentata”, afferma Victor Zhang, direttore del gruppo in Gran Bretagna. “Ora siamo pronti per il mercato occidentale”. La società vuole aprire nel Regno Unito 50 showroom, raddoppiandone il numero entro il 2025. Poi c’è Nio, nata nel 2014, le cui auto sembrano all’avanguardia. I prezzi non sono economici. La nuova berlina Et5 dovrebbe fare concorrenza alla Model 3 di Tesla. Le startup come modello È vero, la Cina si è avvantaggiata della meccanica più semplice delle auto elettriche, ma il suo progresso tecnologico, ha detto il ceo di Nissan, Makoto Uchida, è stato comunque “molto più rapido di quanto ci aspettassimo”. Da un articolo del Financial Times si scoprono alcuni dettagli interessanti. Nonostante l’impulso industriale venga dall’alto, con investimenti e sussidi orchestrati dallo Stato, pare che molti dei produttori cinesi emergenti di veicoli elettrici abbiano i vantaggi funzionali delle startup. Ossia agilità e un carico leggero di operazioni cosiddette legacy, che invece gravano su brand che hanno fatto la storia dell’auto, come quelli europei. Tony Wu, partner di una società di venture capital focalizzata sulla Cina, spiega che una struttura organizzativa simile a quella delle startup può essere un grosso vantaggio. “Fin dal primo giorno tutti i reparti lavorano insieme, proprio come accade nelle società di internet. I muri vengono abbattuti, i dipartimenti comunicano e lavorano nello stesso spazio. In questo le case automobilistiche affermate incontrano difficoltà”. La saturazione del mercato Un altro vantaggio è coprire molti aspetti chiave della supply chain. Ad esempio la casa Byd (acronimo di build your dreams, ‘costruisci i tuoi sogni’) ha cominciato negli anni ’90, facendosi le ossa come produttore di batterie. Poi, nel 2003, ha comprato una società statale e solo nel 2008 si è concentrata su veicoli elettrici e plug-in. È diventata molto abile nel contenere i costi. Da questo punto di vista godrebbe di un vantaggio del 25% rispetto alle case europee e statunitensi, secondo un’analisi della banca svizzera Ubs. Ha imparato a produrre da sé gran parte dei pezzi. Gli analisti di Ubs hanno smontato un modello del 2022 scoprendo che circa tre quarti delle componenti erano state prodotte internamente. Questa integrazione verticale serve a ridurre i costi e a tenere sotto controllo le forniture. Un altro esempio della stessa strategia: gli accordi e gli investimenti di Stellantis, il gruppo italo-francese, in società minerarie per garantirsi i metalli delle batterie. La Cina, però, comincia a essere un mercato saturo. Negli ultimi tre anni c’è stato un boom di auto elettriche pure e ibride plug-in, ma la crescita comincia a stabilizzarsi. L’economia cinese rallenta, le vendite complessive di auto sono scese rispetto al picco del 2017. E la concorrenza interna è feroce. Decine di aziende si contendono il mercato. Risultato: gli analisti dicono che i tassi di utilizzo nelle fabbriche sono scesi a circa un terzo. Ecco uno degli effetti collaterali della politica industriale cinese. Pare che sia accaduta una cosa simile con gli armatori di navi: molti sussidi e poi un eccesso di capacità produttiva. O con la rete elettrica - in Cina di buona qualità, ma afflitta dagli eccessi -. In teoria, se ben gestita, una rete elettrica dovrebbe avere riserve d’energia pari a circa il 15% del carico di picco. Non è così nelle province cinesi, dove la media raggiunge un incredibile 90%. In questi casi l’unica soluzione è esportare. Byd, l'anti-Tesla Il fondatore di Byd, racconta il Wall Street Journal, alcuni anni fa era preoccupato che la sua azienda potesse non sopravvivere. Oggi quell’imprenditore, che ha 57 anni e si chiama Wang Chuanfu, è alle calcagna di Tesla: lui ed Elon Musk si contendono la palma di primo costruttore al mondo di veicoli elettrici. Quest’anno Chuanfu pensa di vendere in tutto 3,6 milioni di macchine (comprese le ibride), risultato che collocherebbe la sua azienda tra le dieci case automobilistiche più grandi a livello globale. Byd ha superato Volskwagen per vendite in Cina e sta diventando temibile anche come esportatore. Per il prossimo anno l’obiettivo è raddoppiare l’export, raggiungendo quota 400mila veicoli. La società è già molto forte nel resto dell’Asia, soprattutto nel sud-est del continente, dove i tre quarti delle auto elettriche vendute sono di produzione cinese. Ma la piazza più ricca è quella occidentale. Lo scorso novembre, al salone dell’auto di Monaco, gli stand di Byd sono stati presi d’assalto. Bisognava prenotarsi con giorni d’anticipo per provare le macchine, rigorosamente elettriche. Design un po’ anonimo (ma gradevole), tecnologia all’avanguardia, dicono gli esperti. Prezzi concorrenziali. Il suv compatto Atto 3, il modello più esportato, in Europa costa circa 42mila euro. Ma questa offerta cinese è vista come un’opportunità o come una minaccia? America ed Europa sono preoccupate? Del resto il comparto dell’auto è per entrambi un ingranaggio cruciale, con migliaia di posti di lavoro da difendere. Dazi e indagini: la risposta occidentale Finora gli americani hanno alzato barriere notevoli. Un approccio analogo a quello che a suo tempo adottarono contro le auto giapponesi. Prima Trump: una tariffa del 27,5%. Poi Biden: un pacchetto da 370 miliardi di dollari per l’energia verde, riempito di sussidi da spendere in dieci anni in auto e batterie prodotte negli Stati Uniti. La storia insegna, però, che i dazi servono solo fino a un certo punto. Le auto giapponesi alla fine sono entrate lo stesso: nel 2021 i sei maggiori produttori facevano insieme il 40% delle vendite sul mercato statunitense. Resta il fatto che gli Stati Uniti, anche per le tensioni geopolitiche con Pechino, al momento si sono chiusi. L’Europa, invece, molto meno. Bruxelles applica un dazio del 10% sulle auto cinesi, nonostante l’export europeo di macchine verso Pechino sia tassato tra il 15 e il 25%. Intanto le vendite cinesi nel nostro continente sono triplicate negli ultimi due anni. L’interesse per il mercato europeo è alto anche perché Bruxelles ha deciso di vietare la vendita di auto nuove con motore a combustione a partire dal 2035, pur con una deroga - strappata dalla Germania - per i veicoli a carburanti sintetici. La legge è fatta per il bene dell’ambiente, perché con più auto elettriche si accelera la transizione verde. L’Europa vuole almeno 30 milioni di macchine elettriche sulle proprie strade entro il 2030, dieci volte più di quelle in circolazione l’anno scorso. Come se al mercato elettrico nascente venissero somministrati steroidi. I cinesi scalpitano, con la loro abbondanza di auto. Ma un’indagine di Bruxelles potrebbe intralciare loro la strada. La Commissione europea cerca di capire se i prezzi bassi delle macchine cinesi siano dovuti a sussidi statali così generosi da falsare il mercato. I produttori cinesi ritenuti colpevoli potrebbero essere puniti con tariffe molto più alte del 10%. La soluzione, però, non è alzare muri, anche perché la Cina resta uno sbocco importante per le case europee. Soprattutto i tedeschi non vogliono una guerra dei dazi, perché non credono che le auto cinesi possano davvero minacciare brand storici del lusso come Bmw e Mercedes. La Francia, invece, ha più paura della concorrenza nel mercato di massa: la piccola Byd Seagull in Cina costa l’equivalente di 10mila euro. I dazi possono far guadagnare tempo, ma i produttori europei devono abbassare i costi. LEGGI ANCHE: Boom di profitti per l’azienda cinese di veicoli elettrici sostenuta da Warren Buffett L’articolo Motori elettrici e investimenti pubblici: come la Cina è diventata il più grande esportatore di auto al mondo è tratto da Forbes Italia.

Continua a leggere su "Forbes"
Altre notizie da "Forbes"
ULTIMA ORA
03/06 20:14 - Caporalato o guerra dei campi dietro la strage dei braccianti 03/06 19:09 - Attacchi ucraini su San Pietroburgo nel giorno della Davos russa. Il Consiglio Atlantico in visita a Kiev 03/06 18:26 - Meloni: 'Sconvolti da omicidio dei braccianti in Calabria. L'Italia non arretra, fare piena luce' 03/06 17:29 - Guerra in Iran, news. Trump: “Ok di Teheran a rinunciare al nucleare, potrei incontrare Khamenei” 03/06 17:01 - San Pietroburgo, capitale zarista e città natale di Putin: un simbolo russo nel mirino di Kiev 03/06 16:02 - Amin, Ullah, Safi e Waseem, chi erano i quattro braccianti bruciati vivi ad Amendolara: avevano tra i 19 e i 29 anni 03/06 15:27 - Trump: «Voglio vedere Khamenei. Sì, ho detto a Netanyahu che è pazzo». La replica: «Con Trump solo divergenze tattiche» – La diretta 03/06 14:59 - La guerra dell'energia e il dibattito sul nucleare 03/06 14:53 - Comunalità e interdipendenza. Nones indica la strada per la difesa europea 03/06 13:30 - Vannacci: “Il centrodestra si è perso e va alla deriva. Ucraina? Voglio difendere gli interessi italiani” 03/06 13:27 - Commissione Ue, deroghe al Patto anche l’energia: per l’Italia 14 miliardi. Giorgetti: “Soddisfatto, accolte nostre proposte” 03/06 12:57 - Kostyuk alla russa Andreeva: “Non so come faccia a dormire mentre il suo Paese uccide altre persone” 03/06 12:00 - Abbattuto due volte in un mese: il caso incredibile del colonnello “DUDE44”, il pilota Usa nei cieli dell’Iran 03/06 11:58 - Trump: “Netanyahu è pazzo, ma lavoriamo bene insieme. L’Iran ha accettato di rinunciare all’arma nucleare” 03/06 11:30 - Il capo dei democratici al Congresso: “La riscossa dem è iniziata. Abbiamo apprezzato la Meloni su Iran e Ucraina” 03/06 11:23 - L’Italia e il documento assente di sicurezza nazionale. Il commento di Castellaneta e Preziosa 03/06 10:26 - L’attacco ucraino a San Pietroburgo, il messaggio di Zelensky a Putin: il video del terminal petrolifero devastato – La diretta 03/06 10:10 - Guerra Ucraina - Russia, news. Cremlino: “Avanti con le risposte sistematiche ai raid ucraini” 03/06 10:10 - Più europeista e più filo-Kyiv. La svolta di Budapest sta prendendo forma 03/06 10:07 - Travaglio a La7: “La parata del 2 giugno puzza di ipocrisia. Se sfilano droni, diciamo chiaramente che l’Italia non ripudia più la guerra” 03/06 10:02 - Roland Garros, l’ucraina Kostyuk contro la russa Andreeva: “Non so come si possa dormire tranquilli sapendo che il tuo Paese uccide altra gente” 03/06 10:00 - Inferno di fuoco sull’Ucraina. E Mosca "riapre" agli States 03/06 10:00 - L’Ucraina colpisce raffinerie nella regione di San Pietroburgo mentre si apre il Forum economico 03/06 10:00 - Spinta Trump: "È ora dell'intesa". Ma Netanyahu minaccia Teheran 03/06 10:00 - La retorica della guerra inquinante. Così si indebolisce la deterrenza 03/06 10:00 - Il rischio di cadere nella trappola dell'Iran 03/06 09:48 - Perché la Russia ora alza i toni contro l’Europa: “Il vostro sogno di pace è finito” 03/06 08:40 - Droni ucraini su San Pietroburgo mentre inizia la “Davos di Putin”: colpito un terminal petrolifero in risposta agli attacchi di Mosca 03/06 08:20 - «Così lo shock sui prezzi dell’energia divora l’aumento degli stipendi», l’Ocse vede l’Italia in frenata: il prezzo della guerra su famiglie e imprese 03/06 08:18 - Zahedi e il controspionaggio iraniano, così Roma è diventata snodo della guerra tecnologica 03/06 07:30 - Russia-Ucraina, raid con i droni: Kiev colpisce terminal petrolifero a San Pietroburgo e un bus nel Donetsk, Mosca punta Kherson e Kharkiv 03/06 06:35 - Droni ucraini contro un bus russo: 11 vittime. E Kiev centra un terminal petrolifero e navi ormeggiate a San Pietroburgo 03/06 06:23 - Raid Usa sull’isola di Qaeshm, l’Iran attacca l’aeroporto internazionale in Kuwait: diversi feriti e voli sospesi. Altri 10 morti in Libano 03/06 05:58 - La Bolivia sull’orlo della guerra civile: un mese di proteste per chiedere le dimissioni del presidente Paz. Che minaccia di schierare l’esercito 03/06 05:57 - Da Venezia a Rimini i pescatori fermano i motori, la protesta contro il governo e il caro-carburante: “Lavoriamo in perdita” 03/06 05:43 - Zelensky: vogliamo costruire i Patriot in Ucraina. Rutte: non c’è unanimità su adesione Kiev alla Nato 03/06 05:08 - Notte di fuoco nel Golfo. Strike Usa e raid di vendetta iraniani, colpito il Kuwait: "Un morto e almeno 63 feriti". Trump: "Prima o poi incontrerò Khamenei" 03/06 05:00 - Non solo missili e nucleare: il jolly chimico di Kim che preoccupa gli esperti 03/06 04:58 - Guerra ultime notizie. Trump: Iran rinuncia a armi nucleari. Teheran attacca Kuwait, 1 morto. Beirut, 17 morti in 12 ore 03/06 03:00 - I Persiani alla Tosse. “Eschilo dà voce agli sconfitti. Apriamo gli occhi sulla guerra” 03/06 03:00 - Scouting di Vannacci in Liguria, il gelo di Fratelli d’Italia. “Basta alla caccia nel centrodestra” 02/06 23:00 - La dura chiamata di Trump: “Bibi, tutti odiano te e Israele. Senza di me saresti in galera” 02/06 23:00 - Bombe russe su Kiev, 22 morti: “Nuova dimensione della guerra” 02/06 22:46 - Guerra Ucraina-Russia, le news del 2 giugno. Kiev annuncia l’evacuazione di villaggi nella regione di Kharkiv 02/06 22:29 - Guerra in Iran, le news. Trump: “Falso che abbiamo smesso di parlare. È ora di un accordo” 02/06 22:04 - Iran, cessate il fuoco svuotato della «guerra del Ramadan» 02/06 22:04 - Massicci raid russi su tutta l’Ucraina: 22 morti e 130 feriti 02/06 22:03 - L’altra parata di Pontedera: no alla base e no alla guerra 02/06 22:02 - Fermi al buio per Extinction rebellion 02/06 22:01 - Bologna «rossa e fatale», un’ irregolare mappa sentimentale 02/06 22:01 - HIV e droghe, contagio e punizione 02/06 22:01 - Come Carlo Levi raccontò il tradimento della Resistenza 02/06 20:12 - «Ti sparo alle gambe e finisci in sedia a rotelle», l’ex di Nessy Guerra minaccia di morte il console italiano in Egitto 02/06 17:24 - Nessy Guerra, l’ex marito va dal viceconsole italiano e lo minaccia: “Ti faccio sparare alle gambe” 02/06 16:38 - Xi muove le navi da guerra: cosa c'è dietro l'esercitazione (con portaerei) nel Mar Cinese 02/06 16:16 - Nomina shock di Papa Leone XIV: sceglie la prima donna prefetto del dicastero della Comunicazione. È la presidente di EWTN News sempre in guerra con Papa Francesco 02/06 15:04 - ++ L'Ucraina ordina l'evacuazione di migliaia di civili nella regione di Kharkiv ++ 02/06 14:03 - Teheran: "Scambio di messaggi con gli Usa sospeso da mesi". Trump: "Fake News, colloqui proseguiti anche oggi" 02/06 13:49 - Massiccio attacco russo contro l’Ucraina: almeno 18 morti. Kiev ordina l’evacuazione dei villaggi nella regione di Kharkiv 02/06 13:17 - Putin muove caccia, missili Kinzhal e sottomarini nucleari: cosa c'è dietro le mosse russe in Asia 02/06 11:44 - Fiamme, macerie e morti: ecco cosa resta a Kiev dopo l’attacco russo nella notte – Video 02/06 11:12 - Pioggia di bombe su Kiev e l'Ucraina, almeno 13 morti e decine di feriti 02/06 11:01 - La «svastica» nella scuola ucraina è un simbolo solare tradizionale, presente anche nella cultura russa 02/06 10:00 - Il Libano è la chiave. Pasdaran e Israele soffiano sul fuoco. Ma Donald lo spegne 02/06 10:00 - Quel vessillo che dava fastidio alla sinistra, anti patriottica 02/06 10:00 - Trump frena i raid di Netanyahu (per salvare i negoziati in Iran) 02/06 10:00 - Le telefonate di fuoco a Bibi ed Hezbollah. Messaggio ai dem: "Rilassatevi, ci penso io" 02/06 10:00 - Parigi lancia la guerra dei mari contro Mosca. Sequestrata un'altra petroliera "fantasma" 02/06 09:24 - L’Italia si salva solo in un modo: aumentando le spese per la difesa. L’opinione di Sisci 02/06 09:04 - Dall’Ucraina alla difesa europea, ecco la strategia di Losacco per la Nato 02/06 08:45 - Furia Trump contro Netanyahu: «Che c...o stai facendo? Tutti odiano Israele per colpa tua» 02/06 08:30 - Xenia Fedorova, il volto dei media Bolloré che fa infuriare Parigi: “Propagandista russa” 02/06 08:16 - Ucraina, pioggia di missili e droni: almeno 17 morti su Kiev e l’est. Mosca conferma: “Usati anche siluri ipersonici” 02/06 07:52 - L’Ucraina ordina l’evacuazione di oltre 7mila civili nella regione di Kharkiv 02/06 07:47 - Rinnovare la Repubblica per affrontare le nuove minacce. La riflessione di Giancotti 02/06 07:46 - Pioggia di bombe su Kiev e l'Ucraina, 9 morti e decine di feriti 02/06 07:10 - Il caso del rinnovo del passaporto alla giornalista russa Xenia Fedorova che imbarazza il governo francese 02/06 07:09 - Elezioni in Armenia, il Paese guarda all’Ue ma è legato a doppio filo alla Russia. Lukashenko: “Se fanno passi falsi rischiano uno scenario ucraino” 02/06 05:23 - Massiccio attacco russo in Ucraina: almeno 13 morti. Kiev ordina l'evacuazione di di massa nella regione di Kharkiv 02/06 05:00 - La Danimarca si prepara alla guerra: piano per mobilitare 180mila riservisti 02/06 04:06 - 2 giugno, che senso ha mostrare i muscoli d’acciaio? Facciamo sfilare medici e scienziati 02/06 03:00 - Come Maria Stuarda. Rocco denuncia gli abusi sulle donne 02/06 02:43 - Kiev brucia. I russi mobilitano una forza d’assalto colossale contro l’Ucraina 01/06 23:00 - Parigi ferma una nave di Mosca. Il Cremlino protesta: “Pirateria” 01/06 22:01 - Guerre atroci e politica sonnambula 01/06 22:01 - La Francia ferma una petroliera russa in alto mare. Mosca: «Pirateria» 01/06 21:44 - Libano, Hezbollah accetta il cessate il fuoco con Israele. Netanyahu avverte: «Colpiremo Beirut in caso di attacchi» – La diretta 01/06 21:18 - Guerra in Iran, news. Trump: “Ho parlato con Netanyahu ed Hezbollah, i combattimenti finiranno” 01/06 19:15 - Guerra Ucraina-Russia. Macron: “Petroliera russa intercettata nell’Atlantico”. Cremlino: “Pirateria” 01/06 17:24 - Ucraina, media: 'a maggio record di droni russi contro l'Ucraina' 01/06 16:00 - Macron: “Petroliera russa intercettata nell’Atlantico”. Il Cremlino: “Atto di pirateria internazionale” 01/06 15:33 - A maggio record di droni russi contro l'Ucraina 01/06 15:23 - 2 giugno, la svolta della Repubblica grazie al voto del popolo: 8 libri per sapere di più e meglio del referendum di 80 anni fa 01/06 14:53 - Dylan Dog perfetto indagatore delle paure dei nostri giorni conquista Pescara 01/06 14:02 - Cosa significa sicurezza oggi? La lezione britannica e la sfida italiana 01/06 13:28 - Berkshire Hathaway compra Taylor Morrison per 6,8 miliardi: è la prima grande operazione da ad di Greg Abel 01/06 13:05 - Dasvidania Russia, Vucic sposa Xi. Cosa cambia per l’Ue 01/06 11:07 - Il più grande impianto nucleare d’Europa torna nel mirino. Cos’è successo a Zaporizhzia 01/06 11:02 - “Vennero a prendermi nei camerini, uno aveva una pistola. Mi fecero tornare sul palco, dove venni sottoposto a un processo popolare”: Francesco De Gregori e l’aggressione del 1972 01/06 10:00 - Guerra Pd-M5s sui manager. Le cure? Un terno al lotto