Motori elettrici e investimenti pubblici: come la Cina è diventata il più grande esportatore di auto al mondo

16/11/2023 08:05 Forbes

Si può dire, forse estremizzando, che con i motori a batteria la corsa è ripartita da zero. E i cinesi l’hanno presa molto sul serio. Avrebbero avuto poche chance di competere con l’Occidente nelle macchine a benzina e diesel. Nonostante la sua potenza manifatturiera, la Cina non è mai riuscita a padroneggiare i motori a combustione interna, che hanno centinaia di parti mobili e sono difficili da assemblare. I veicoli a batteria, meccanicamente più semplici, l’hanno aiutata a recuperare terreno. All’inizio la produzione si è concentrata sul mercato interno. La spinta arrivava da ragioni economiche, geopolitiche e ambientali. Pechino si è resa conto che l’elettrico avrebbe potuto contribuire a ridurre la dipendenza da importazioni di petrolio che passano dalle acque contese del Mar Cinese Meridionale. Il motore a batteria era anche un modo per inquinare di meno, visto che l’aria sporca delle grandi città era oggetto di critiche sempre più aspre. Si calcola che tra il 2009 e il 2017 la spesa cumulata del governo nel settore dei veicoli elettrici sia stata vicina ai 60 miliardi di dollari. Dal 2018 al 2021 sono stati iniettati altri 66 miliardi, secondo stime del Centro Studi Strategici e Internazionali. Quanto è grande il mercato delle auto in Cina È la politica industriale del presidente cinese Xi Jinping, che punta all’autosufficienza e poi alla supremazia nelle nuove tecnologie verdi e digitali. I veicoli stradali sono un concentrato di tutto questo. La Cina, con investimenti molto mirati, ha ottenuto negli ultimi dieci anni vantaggi competitivi in quasi tutti gli aspetti della catena del valore delle auto elettriche. Oggi controlla il 60% della produzione globale di batterie ed è dominante anche nelle materie prime che contano di più per la transizione. Nel 2022 ha estratto quasi i tre quinti degli elementi di terre rare usati come componenti dei dispositivi elettronici. Ha raffinato il 60% del litio mondiale e l’80% del cobalto, minerali critici per le batterie elettriche ad alta capacità. Quest’anno in Cina si acquisteranno circa 25 milioni di macchine e più della metà del mercato - per la prima volta - sarà coperto da brand autoctoni. Significa che il dominio delle case tedesche e giapponesi è finito. In Cina, tra il 2021 e il 2022, Volkswagen ha venduto il 6% in meno, Honda il 12%, Nissan il 24,7%. Ma il solo mercato interno non era più sufficiente a contenere tutta quella forza produttiva. Alle prese con un eccesso di capacità, l’industria delle auto cinesi doveva trovare nuovi sbocchi. Quest’anno la Cina, che già era il più grande produttore di auto al mondo, è diventata anche il primo esportatore, superando il Giappone. Le tappe di questo sorpasso sono lo specchio dei vantaggi e dei rischi di una politica industriale aggressiva, una strategia a cui ormai si sono convertiti gli Stati Uniti e che sta condizionando anche le scelte dell’Unione europea. La crescita dei brand cinesi I tentativi cinesi di espandersi nei mercati esteri, fino a pochi anni fa, erano stati deludenti. Nel 2015 la Cina esportava meno di 375mila auto all’anno, meno dell’India e grossomodo quanto Germania e Giappone spedivano in un mese. Ma intorno al 2020 ha cambiato marcia. Nel 2021 ha esportato quasi 1,6 milioni di auto, poi 2,7 milioni l’anno successivo e 2,34 milioni nei primi sei mesi del 2023. Meglio del Giappone. All’inizio la Cina vendeva soprattutto in paesi poveri, ma oggi non più. Le esportazioni verso l’Australia sono triplicate nella prima metà del 2023, quelle verso la Spagna sono cresciute di 17 volte. Oggi quasi la metà delle auto esportate dalla Cina sono vendute in Europa e due terzi sono a batteria. Quest’anno l’8% delle macchine completamente elettriche vendute in Europa era cinese. Una quota ancora piccola, ma cresciuta in fretta e destinata ad aumentare ancora. Tuttavia c’è un punto importante da chiarire. Molte di queste auto sono prodotte in fabbriche cinesi di brand occidentali. In altre parole, il numero di veicoli elettrici con marchio cinese sulle strade europee è ancora basso. Quasi il 40% delle esportazioni è riconducibile a Tesla. Poi ci sono joint venture come Mg e Volvo - un marchio britannico e uno svedese -, che ora appartengono a società con sede in Cina: i loro modelli costituiscono una grossa fetta delle auto spedite all’estero. Sarebbe un errore, però, sottovalutare i brand cinesi. In Germania, all’ultima fiera automobilistica, non sfiguravano in mezzo alle case europee. Ecco alcuni nomi che forse impareremo a conoscere. Chery, di proprietà statale, fondata nel 1997, per il prossimo anno punta a vendere solo nel Regno Unito 15mila macchine green. Lavora sui motori elettrici dal 2000. “Gradualmente la nostra qualità è aumentata”, afferma Victor Zhang, direttore del gruppo in Gran Bretagna. “Ora siamo pronti per il mercato occidentale”. La società vuole aprire nel Regno Unito 50 showroom, raddoppiandone il numero entro il 2025. Poi c’è Nio, nata nel 2014, le cui auto sembrano all’avanguardia. I prezzi non sono economici. La nuova berlina Et5 dovrebbe fare concorrenza alla Model 3 di Tesla. Le startup come modello È vero, la Cina si è avvantaggiata della meccanica più semplice delle auto elettriche, ma il suo progresso tecnologico, ha detto il ceo di Nissan, Makoto Uchida, è stato comunque “molto più rapido di quanto ci aspettassimo”. Da un articolo del Financial Times si scoprono alcuni dettagli interessanti. Nonostante l’impulso industriale venga dall’alto, con investimenti e sussidi orchestrati dallo Stato, pare che molti dei produttori cinesi emergenti di veicoli elettrici abbiano i vantaggi funzionali delle startup. Ossia agilità e un carico leggero di operazioni cosiddette legacy, che invece gravano su brand che hanno fatto la storia dell’auto, come quelli europei. Tony Wu, partner di una società di venture capital focalizzata sulla Cina, spiega che una struttura organizzativa simile a quella delle startup può essere un grosso vantaggio. “Fin dal primo giorno tutti i reparti lavorano insieme, proprio come accade nelle società di internet. I muri vengono abbattuti, i dipartimenti comunicano e lavorano nello stesso spazio. In questo le case automobilistiche affermate incontrano difficoltà”. La saturazione del mercato Un altro vantaggio è coprire molti aspetti chiave della supply chain. Ad esempio la casa Byd (acronimo di build your dreams, ‘costruisci i tuoi sogni’) ha cominciato negli anni ’90, facendosi le ossa come produttore di batterie. Poi, nel 2003, ha comprato una società statale e solo nel 2008 si è concentrata su veicoli elettrici e plug-in. È diventata molto abile nel contenere i costi. Da questo punto di vista godrebbe di un vantaggio del 25% rispetto alle case europee e statunitensi, secondo un’analisi della banca svizzera Ubs. Ha imparato a produrre da sé gran parte dei pezzi. Gli analisti di Ubs hanno smontato un modello del 2022 scoprendo che circa tre quarti delle componenti erano state prodotte internamente. Questa integrazione verticale serve a ridurre i costi e a tenere sotto controllo le forniture. Un altro esempio della stessa strategia: gli accordi e gli investimenti di Stellantis, il gruppo italo-francese, in società minerarie per garantirsi i metalli delle batterie. La Cina, però, comincia a essere un mercato saturo. Negli ultimi tre anni c’è stato un boom di auto elettriche pure e ibride plug-in, ma la crescita comincia a stabilizzarsi. L’economia cinese rallenta, le vendite complessive di auto sono scese rispetto al picco del 2017. E la concorrenza interna è feroce. Decine di aziende si contendono il mercato. Risultato: gli analisti dicono che i tassi di utilizzo nelle fabbriche sono scesi a circa un terzo. Ecco uno degli effetti collaterali della politica industriale cinese. Pare che sia accaduta una cosa simile con gli armatori di navi: molti sussidi e poi un eccesso di capacità produttiva. O con la rete elettrica - in Cina di buona qualità, ma afflitta dagli eccessi -. In teoria, se ben gestita, una rete elettrica dovrebbe avere riserve d’energia pari a circa il 15% del carico di picco. Non è così nelle province cinesi, dove la media raggiunge un incredibile 90%. In questi casi l’unica soluzione è esportare. Byd, l'anti-Tesla Il fondatore di Byd, racconta il Wall Street Journal, alcuni anni fa era preoccupato che la sua azienda potesse non sopravvivere. Oggi quell’imprenditore, che ha 57 anni e si chiama Wang Chuanfu, è alle calcagna di Tesla: lui ed Elon Musk si contendono la palma di primo costruttore al mondo di veicoli elettrici. Quest’anno Chuanfu pensa di vendere in tutto 3,6 milioni di macchine (comprese le ibride), risultato che collocherebbe la sua azienda tra le dieci case automobilistiche più grandi a livello globale. Byd ha superato Volskwagen per vendite in Cina e sta diventando temibile anche come esportatore. Per il prossimo anno l’obiettivo è raddoppiare l’export, raggiungendo quota 400mila veicoli. La società è già molto forte nel resto dell’Asia, soprattutto nel sud-est del continente, dove i tre quarti delle auto elettriche vendute sono di produzione cinese. Ma la piazza più ricca è quella occidentale. Lo scorso novembre, al salone dell’auto di Monaco, gli stand di Byd sono stati presi d’assalto. Bisognava prenotarsi con giorni d’anticipo per provare le macchine, rigorosamente elettriche. Design un po’ anonimo (ma gradevole), tecnologia all’avanguardia, dicono gli esperti. Prezzi concorrenziali. Il suv compatto Atto 3, il modello più esportato, in Europa costa circa 42mila euro. Ma questa offerta cinese è vista come un’opportunità o come una minaccia? America ed Europa sono preoccupate? Del resto il comparto dell’auto è per entrambi un ingranaggio cruciale, con migliaia di posti di lavoro da difendere. Dazi e indagini: la risposta occidentale Finora gli americani hanno alzato barriere notevoli. Un approccio analogo a quello che a suo tempo adottarono contro le auto giapponesi. Prima Trump: una tariffa del 27,5%. Poi Biden: un pacchetto da 370 miliardi di dollari per l’energia verde, riempito di sussidi da spendere in dieci anni in auto e batterie prodotte negli Stati Uniti. La storia insegna, però, che i dazi servono solo fino a un certo punto. Le auto giapponesi alla fine sono entrate lo stesso: nel 2021 i sei maggiori produttori facevano insieme il 40% delle vendite sul mercato statunitense. Resta il fatto che gli Stati Uniti, anche per le tensioni geopolitiche con Pechino, al momento si sono chiusi. L’Europa, invece, molto meno. Bruxelles applica un dazio del 10% sulle auto cinesi, nonostante l’export europeo di macchine verso Pechino sia tassato tra il 15 e il 25%. Intanto le vendite cinesi nel nostro continente sono triplicate negli ultimi due anni. L’interesse per il mercato europeo è alto anche perché Bruxelles ha deciso di vietare la vendita di auto nuove con motore a combustione a partire dal 2035, pur con una deroga - strappata dalla Germania - per i veicoli a carburanti sintetici. La legge è fatta per il bene dell’ambiente, perché con più auto elettriche si accelera la transizione verde. L’Europa vuole almeno 30 milioni di macchine elettriche sulle proprie strade entro il 2030, dieci volte più di quelle in circolazione l’anno scorso. Come se al mercato elettrico nascente venissero somministrati steroidi. I cinesi scalpitano, con la loro abbondanza di auto. Ma un’indagine di Bruxelles potrebbe intralciare loro la strada. La Commissione europea cerca di capire se i prezzi bassi delle macchine cinesi siano dovuti a sussidi statali così generosi da falsare il mercato. I produttori cinesi ritenuti colpevoli potrebbero essere puniti con tariffe molto più alte del 10%. La soluzione, però, non è alzare muri, anche perché la Cina resta uno sbocco importante per le case europee. Soprattutto i tedeschi non vogliono una guerra dei dazi, perché non credono che le auto cinesi possano davvero minacciare brand storici del lusso come Bmw e Mercedes. La Francia, invece, ha più paura della concorrenza nel mercato di massa: la piccola Byd Seagull in Cina costa l’equivalente di 10mila euro. I dazi possono far guadagnare tempo, ma i produttori europei devono abbassare i costi. LEGGI ANCHE: Boom di profitti per l’azienda cinese di veicoli elettrici sostenuta da Warren Buffett L’articolo Motori elettrici e investimenti pubblici: come la Cina è diventata il più grande esportatore di auto al mondo è tratto da Forbes Italia.

Continua a leggere su "Forbes"
Altre notizie da "Forbes"
ULTIMA ORA
28/02 00:00 - Paramount conquista Warner, Cnn rischia la morsa trumpiana 28/02 00:00 - Il Pakistan bombarda Kabul: “Adesso tra noi è guerra aperta” 27/02 23:24 - Paramount annuncia l'acquisto di Warner Bros 27/02 23:07 - Il futuro di Warner Bros dopo il ritiro di Netflix e i nodi della politica Usa 27/02 23:01 - Non solo topi, ora in carcere arrivano le talpe 27/02 22:03 - Trump avverte l'Iran: “Possibile azione militare”. La Farnesina: "Lasciare il Paese". L'Oman: "Teheran ha accettato di non accumulare uranio arricchito" 27/02 21:19 - Dargen D’Amico e Pupo all’Ariston con “Su di noi” in versione pacifista 27/02 19:25 - Paramount batte Netflix e conquista Warner. Tremano Cbs e Cnn 27/02 19:15 - Sanremo 2026, le cover e i duetti: tra omaggi, sorprese, e una scintillante Bianca Balti sul palco. Dargen contro la guerra, Morandi canta con il figlio, la figlia di Raf sul palco con il padre | Aggiornamenti | Fotogallery 27/02 16:00 - La penultima giornata dei talk di Forbes e Warner Music Italy condotti da Ludovica Pagani 27/02 15:58 - Italia-India, un allineamento industriale oltre che politico 27/02 15:53 - Guerra Afghanistan-Pakistan, Emergency: “Svegliati di notte dalle bombe. La popolazione teme un ritorno al passato” 27/02 15:49 - Storia di ordinaria resilienza. Ecco perché l’economia dell’Ucraina ha evitato il collasso 27/02 15:06 - Diplomazia o guerra. La partita decisiva tra Washington e Teheran 27/02 14:59 - Cina, India e tutti gli altri: le potenze mondiali interessate alla “guerra aperta” tra Pakistan e Afghanistan 27/02 14:48 - Dietro la guerra fra Pakistan e Afghanistan c’è anche il fondamentalismo islamico 27/02 14:45 - Sul petrolio Cina e Iran fanno le scarpe a Putin. Ecco come 27/02 13:25 - Il petrolio e la “battaglia per l’Amicizia”: Orban sfida l’Europa dopo l’interruzione del greggio russo 27/02 13:15 - Pakistan-Afghanistan, notte di fuoco: Islamabad bombarda Kabul. "Guerra aperta contro i Talebani" 27/02 12:54 - Il nuovo valore di mercato di Tether renderebbe Giancarlo Devasini più ricco di Warren Buffett 27/02 12:28 - Il ministro della Difesa del Pakistan: 'La pazienza è finita, ora è guerra aperta con l'Afghanistan'. Kabul: 'Pronti al dialogo' 27/02 12:00 - Guerra aperta tra Pakistan e Afghanistan, bombardata Kabul. Le ragioni di un conflitto lungo 2mila km di confine 27/02 11:30 - Teheran: 'Se gli Usa vogliono un accordo non ci chiedano troppo' 27/02 11:00 - Washington spinge, l'Ue in cortocircuito: militari in Ucraina solo con l'ok di Putin 27/02 11:00 - L'arsenale irrinunciabile di Teheran: 3mila missili puntati sull'Ue 27/02 11:00 - Ora tutto è pronto per un nuovo attacco. "Stati Uniti delusi" 27/02 11:00 - Ultimatum Usa: zero nucleare. L'Iran apre (ma prende tempo) 27/02 11:00 - Una trattativa fatale e torbida. Lo scontro frontale sempre più vicino 27/02 10:53 - L’ennesimo colpo di scena: ora è Paramount a comprare Warner Bros 27/02 10:51 - Raid aerei e infowar. Tra Pakistan e Afghanistan si è rotto il (dis)equilibrio 27/02 10:10 - Netflix si ritira: Paramount offre di più e acquista la Warner. I giornali Usa all’attacco: “Uno choc per il settore, Trump ha favorito l’amico Ellison” 27/02 09:40 - Ucraina, Zelensky: "Pronto a incontrare Putin, pace possibile prima di autunno" 27/02 09:29 - Claude non è un’arma: l’illusione pericolosa di dare intenzioni all’intelligenza artificiale 27/02 09:12 - Bandiera russa su Palazzo Chigi, attacco hacker o fake? Il nostro fact-check 27/02 08:51 - Ucraina, «parà britannici e francesi si preparano per operazione». Zelensky pronto a incontrare Putin 27/02 08:19 - Pakistan-Afghanistan, è “guerra aperta”. L’aviazione di Islamabad bombarda Kabul: “Uccisi almeno 133 talebani” 27/02 08:10 - Sesso in cambio di segreti Usa: cresce la guerra delle spie, tra app di incontri e camere da letto 27/02 07:59 - Pakistan-Afghanistan, Islamabad bombarda Kabul: "Pazienza finita, è guerra aperta" 27/02 07:51 - Paramount pronta ad acquisire Warner Bros. dopo che Netflix rifiuta di rilanciare 27/02 07:26 - È “guerra aperta” tra Pakistan e Afghanistan lungo la Linea Durand. Cosa sta succedendo e perché 27/02 07:16 - I terroristi e le accuse reciproche: cosa c’è dietro la guerra tra Afghanistan e Pakistan 27/02 07:11 - L'occasione mancata di Irina Shayk a Sanremo 2026 27/02 07:08 - "Muove 242 navi al giorno": la strana mossa di Xi nel Mar Cinese Meridionale 27/02 07:06 - Ucraina, servizi segreti e polizia hanno raccolto informazioni sull’inchiesta “Midas”. Il procuratore: “Gli indagati sapevano in anticipo i nostri movimenti” 27/02 06:30 - Oman: «Iran ha accettato di smantellare le scorte di uranio arricchito». Trump: «Non ho ancora deciso». Dall’Italia agli Usa, inviti a lasciare l’area 27/02 05:20 - La guerra la vince chi è più veloce a innovare. Le regole dei droni in Ucraina 27/02 04:56 - Coalizioni ampie e immaginazione. Così si resiste alla deriva di Trump 27/02 04:49 - Orbán crea un’emergenza (a fini elettorali) dicendo di essere sott’attacco di Ucraina ed Europa 27/02 04:00 - Le minacce di Hegseth ad Anthropic per condividere la propria tecnologia 27/02 03:47 - Raid pakistani in Afghanistan, colpita Kabul: «Guerra aperta» al regime talebano 27/02 02:02 - Sanremo 2026, i top e i flop della terza serata 27/02 00:11 - Ucraina, Santoro: "C'è più democrazia in Russia" 27/02 00:00 - Crisi Kabul-Islamabad: missili e vittime civili 26/02 23:46 - Netflix rinuncia a Warner Bros, strada spianata per Paramount 26/02 23:04 - Negoziati sull’Ucraina: per ora si parla di soldi 26/02 23:01 - La politica come continuazione della guerra ibrida con altri mezzi 26/02 22:56 - Attacco di jet pakistani su Kabul, nuova escalation nella guerra tra talebani e Pakistan: l’esplosione e la raffica di mitra nella capitale afgana 26/02 22:01 - Warner Bros, l’offerta di Paramount «è superiore» a quella di Netflix. L’ultimatum sulla controfferta: cosa succede adesso 26/02 20:12 - Ucraina, la pace resta lontana. Mosca, 'nessuna scadenza' 26/02 19:38 - La famiglia di Francesca Albanese ha fatto causa a Trump contro le sanzioni del governo Usa 26/02 19:20 - Conti e il referendum: 'Non so se voterò'. 'L'endorsement di Mazzi per De Martino? Nessun tipo di offesa' 26/02 19:05 - Sanremo, Irina Shayk fa melina su Russia e Putin: "Nessun commento politico" 26/02 19:02 - Perché serve velocizzare l’ingresso in Ue dei Paesi dell’est Europa 26/02 17:15 - La terza giornata dei talk di Forbes e Warner Music Italy al Miramare The Palace di Sanremo 26/02 16:46 - In Svizzera via all'incontro Umerov-Usa. Attacco sull'Ucraina con '420 droni e 39 missili' 26/02 16:32 - Palladino mostra l’asciugamano con il sangue di Krstovic: “Fategli un applauso, guardate qua” | Video 26/02 15:27 - Guerra Ucraina - Russia, news. Mosca: Ue stia sotto al tavolo dei negoziati. Nessuno li ha invitati 26/02 13:28 - Strike di Israele poil'attacco Usa: qual è la strategia segreta di Trump contro l'Iran 26/02 12:56 - Sanremo 2026, la conferenza stampa. Conti: “Il sole splende e gli ascolti calano”. Irina Shayk: “Ucraina? Nessun commento politico” 26/02 12:53 - Conquiste russe, milioni di soldati colpiti e sistema al collasso: i numeri choc di 4 anni guerra in Ucraina 26/02 12:52 - Cacciari: “Putin vuole invaderci? Delirio di deficienti. Ma se è come Hitler, Ue crei l’esercito comune e dichiari guerra alla Russia” 26/02 12:46 - Sanremo 2026, la russa Irina Shayk: «La guerra in Ucraina? Non entro in questioni politiche» 26/02 12:45 - Guerra Ucraina, nuovo attacco russo nella notte, 39 missili e decine di droni, ecco le distruzioni – Il video 26/02 12:30 - Sanremo 2026, Carlo Conti ironizza: “Gli ascolti sono diminuiti e la colpa è del direttore artistico, lo share è aumentato e il merito non è del direttore artistico”. Irina Shayk: “La guerra in Ucraina? No a commenti politici” 26/02 11:45 - Guerra Ucraina, Magi (+Europa): "La resistenza di Kiev è la resistenza dell'Ue" – Il video 26/02 11:26 - Sanremo, Conti: “Poche donne tra i Big? Ho scelto in base alle canzoni”. Irina Shayk sulla guerra in Ucraina: “Sono qui per la musica” | Speciale 26/02 11:00 - Ucraina, il rebus infinito. Zelensky chiama Trump 26/02 11:00 - Negoziati e super-jet Usa. Ultima spiaggia per l'Iran 26/02 10:47 - Alle influencer è piaciuto veramente Cime Tempestose? La newsletter britannica “Popbitch”: “Pagate per dire ‘cose carine’” 26/02 10:13 - Patto segreto per i missili supersonici CM-302: il piano dell'Iran per centrare le portaerei Usa 26/02 10:00 - Attacco sull'Ucraina con '420 droni e 39 missili', un morto e decine di feriti 26/02 08:36 - Iran, ministro Esteri Araghchi: «Lunedì colloqui con Usa su nucleare a Vienna». Wsj: «Distanti su questioni chiave» 26/02 08:31 - Pioggia di fuoco sull'Ucraina: Mosca colpisce con 420 droni e 39 missili 26/02 08:13 - Ucraina, Russia attacca Kiev e altre città. Oggi nuovi colloqui in Svizzera 26/02 07:57 - Missili e droni contro l'Ucraina e l'incontro in Svizzera con Witkoff 26/02 07:05 - Attacco aereo sull'Ucraina con missili e droni, un morto e otto feriti 26/02 07:03 - Germania, ipotesi di collaborazione russo-tedesca per la produzione di barre fissili in Bassa Sassonia. Proteste: “No al nucleare di Mosca” 26/02 06:58 - "Russia invia migranti in Europa con i tunnel segreti", la guerra ibrida di Putin 26/02 06:54 - Champions, resta solo l'Atalanta. Cosa c'è dietro il grande flop italiano 26/02 06:07 - Missili e droni russi colpiscono Kiev, Kharkiv e Zaporizhia durante attacco notturno 26/02 06:00 - Droni armati con il Kh-Uav: cosa sappiamo del nuovo missile aria-terra russo 26/02 04:47 - L’incredibile resistenza del mercato del lavoro ucraino sotto le bombe 26/02 04:43 - I danni dell’occupazione russa si contano in miseria e povertà. Cartoline dalla russificazione 26/02 04:24 - Chevron si prende il greggio dei russi. La partita americana in Iraq continua 26/02 04:14 - Netflix sta sempre più scomoda tre le tante ingerenze trumpiane nei suoi affari 26/02 04:05 - Il Jihad di Gaza conferma una verità della guerra tragica: terroristi in camice bianco 26/02 01:21 - Ucraina-Russia, Zelensky sente Trump: "Serve incontro con Putin per chiudere guerra" 26/02 00:00 - De Luca: “I leader europei più empatici dei popoli. In Italia il pacifismo è di parte” 25/02 23:04 - Chiamata Trump-Zelensky: prossimi colloqui tra leader. Riunioni a Ginevra 25/02 23:03 - Come liberarci dal dominio delle Big Tech